Centrella, Whirlpool: basta con il gioco dei continui rinvii. E’ tempo di soluzioni concrete per i lavoratori dello stabilimento di Napoli e dell’indotto irpino.

Centrella, Whirlpool:  basta con il gioco dei continui rinvii. E’ tempo di soluzioni concrete per i lavoratori dello stabilimento di Napoli e dell’indotto irpino.

«Bisogna evitare che la vertenza della Whirlpool di Napoli si impantani nel gioco dei rinvii e delle disponibilità senza riscontri concreti». Così Giovanni Centrella, coordinatore nazionale della Cisal Metalmeccanici, alla vigilia dell’incontro convocato a Roma, presso il Ministero dello Sviluppo economico.

«E’ tempo che i vertici dell’azienda – prosegue il dirigente irpino del sindacato autonomo – chiariscano in maniera inequivocabile le loro intenzioni, precisando obiettivi, criticità ed investimenti, che effettivamente si intende mettere in campo. Nonostante le potenzialità dello stabilimento campano, gli impegni assunti nell’ottobre 2018 non sono stati mantenuti ed addirittura si è prospettata la dismissione di un impianto produttivo con una lunga storia alle spalle, che determina un notevole indotto in tutta la regione, ed in particolare in provincia di Avellino, che oggi rischia seriamente di essere compromesso. Finora la multinazionale ha potuto beneficiare di un consistente intervento pubblico, che avrebbe dovuto assicurare una prospettiva all’azienda e ai lavoratori, ma i fatti dimostrano che così non è stato».

«Auspichiamo, quindi, – conclude Centrella – che non abbia inizio un lungo ed intollerabile stancheggio, al solo scopo di spostare in avanti il momento delle decisioni. Per quel che ci riguarda, abbiamo espresso, da subito, preoccupazione per i reiterati rinvii del tavolo istituzionale, consapevoli che l’unico modo per affrontare e gestire i problemi è assumersi le responsabilità, mettendo nero su bianco le questioni all’ordine del giorno. Riteniamo, quindi, che anche per il governo nazionale questo debba essere un metodo imprescindibile. Soltanto così è possibile individuare le soluzioni per salvaguardare i livelli occupazionali della struttura industriale partenopea e dell’indotto ad essa collegato».