BAIANO. Travolta dai ciclisti durante il Giro d’Italia 2025, dopo oltre un anno nessun risarcimento per l’insegnante Antonella D’Avella. IL VIDEO

BAIANO. Travolta dai ciclisti durante il Giro d’Italia 2025, dopo oltre un anno nessun risarcimento per l’insegnante Antonella D’Avella. IL VIDEO

A oltre un anno dall’incidente che le ha cambiato la quotidianità, Antonella D’Avella, insegnante di Baiano, attende ancora una risposta. Non solo il risarcimento dei danni subiti, ma anche un semplice riscontro alla richiesta presentata tramite il proprio legale.
L’episodio risale al 15 maggio 2025, durante il passaggio della sesta tappa del Giro d’Italia, la Potenza-Napoli, che attraversò anche il territorio di Baiano. Quel giorno la docente si trovava regolarmente sul marciapiede insieme a numerosi cittadini in attesa del transito della corsa, quando una caduta nel gruppo dei corridori provocò l’uscita di strada di alcuni ciclisti che finirono per investirla.
L’impatto fu violento. Sul posto intervenne il personale del 118 che trasportò la donna al Pronto Soccorso dell’ospedale di Avellino, dove le furono riscontrate diverse contusioni, in particolare a un braccio. Dopo le dimissioni iniziò un lungo percorso di cure ortopediche e riabilitative durato circa novanta giorni.
Eppure, nonostante il tempo trascorso, Antonella D’Avella racconta di portare ancora oggi i segni di quell’incidente, sia dal punto di vista fisico che personale.
Attraverso il proprio avvocato è stata inoltrata una formale richiesta di risarcimento agli organizzatori della manifestazione. Tuttavia, a distanza di oltre un anno, la docente afferma di non aver ricevuto alcun indennizzo né una comunicazione ufficiale sull’esito della pratica.
Una vicenda che lascia aperti numerosi interrogativi. Le grandi manifestazioni sportive come il Giro d’Italia sono normalmente coperte da polizze assicurative per i danni eventualmente causati a terzi. Per questo motivo, l’insegnante auspica che venga finalmente individuato il soggetto competente alla liquidazione del danno e che la sua pratica trovi una rapida definizione.
«Non cerco privilegi, ma solo giustizia – è il senso del suo sfogo –. Quel giorno ero una semplice spettatrice, ferma sul marciapiede, e in pochi istanti mi sono ritrovata in ospedale. Da allora è trascorso oltre un anno e sto ancora aspettando una risposta.»
L’auspicio di Antonella D’Avella è che questa vicenda possa finalmente chiudersi con il riconoscimento dei danni subiti e con un risarcimento che rappresenti non solo un ristoro economico, ma anche il riconoscimento di quanto accaduto durante un evento sportivo seguito da migliaia di persone.