Ventidue anni senza Giovanna: il silenzio di una famiglia che chiede giustizia

Ventidue anni senza Giovanna: il silenzio di una famiglia che chiede giustizia

Sono passati ventidue anni dalla scomparsa di Giovanna Bifulco Accardi, venuta a mancare il 3 febbraio 2004. Una data che per la famiglia Bifulco Accardi non è mai stata solo un ricordo, ma una ferita ancora aperta, vissuta nel silenzio e nel rispetto.

Giovanna era troppo giovane per morire, troppo bella e troppo brava per essere strappata così presto alla vita e all’affetto dei suoi cari. In questi ventidue anni la sua presenza non si è mai spenta: vive nella casa di famiglia, nel palazzo, nei libri che amava, nelle fotografie, nelle sue collezioni e negli oggetti che raccontano chi era. Ogni cosa parla ancora di lei.

La famiglia non ha mai smesso di lottare. Con tutte le proprie energie ha cercato verità e giustizia per le mancanze e per la delicatezza delle cure che, secondo i familiari, Giovanna non avrebbe ricevuto nel momento in cui stava male. Una battaglia difficile, condotta contro un sistema sociale percepito come superficiale, indifferente e spesso incomprensibile di fronte al dolore umano.

Nonostante le numerose richieste, la famiglia ha scelto di non rilasciare interviste televisive. Una decisione netta, motivata dal rispetto e dal silenzio dovuto alla memoria di Giovanna. «Il nostro vissuto insieme è soltanto nostro – fanno sapere – appartiene al nostro cuore».

Nessuna esposizione mediatica, nessuna parola in più del necessario. Solo il ricordo, custodito con discrezione, e una richiesta che resta ferma nel tempo: che per Giovanna ci sia giustizia.

«Riposa in pace», è il messaggio che la famiglia le rivolge ancora oggi, a distanza di ventidue anni. Perché ci sono dolori che non chiedono attenzione, ma ascolto. E silenzi che dicono più di qualsiasi intervista.