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Percorsi tematici, con Antonio Tulino, Giuseppe Macario e Antonio Caccavale. La Scuola, luogo di conoscenza e formazione civica per il rispetto della dignità di tutti gli esseri umani senza alcuna discriminazione. Andrea Bellofatto e le magie della fisarmonica \ Il coinvolgente reading delle visioni poetiche di Franco Scarpa e Paolo Miele
di Gianni Amodeo
Fotoservizio di Carmine Montella
Un saluto originale e con effetti speciali, quello affidato allo Smile, che risuona nelle sublimi tonalità della fisarmonica di Andrea Bellofatto, nel proporre brani della composizione di Nicola Piovani che conferiscono fluidità di ritmo in modo gradevole e vario alla suggestiva colonna sonora de La vita è bella, capolavoro d’arte cinematografica per la regia e l’interpretazione di Roberto Benigni. E’ un caldo saluto di Sorriso franco e rasserenante, quale augurio e messaggio di buona speranza universale per il presente e il futuro. Una schietta modalità, per segnare l’epilogo del Forum – articolatosi in circa tre ore di attenzione e partecipazione dell’uditorio, svoltosi nei locali de L’ Incontro, in via Luigi Napolitano,- dedicato al Giorno della memoria.
Un percorso, che il medico– fisarmonicista aveva … aperto, eseguendo con intensità di trasporto un brano, tratto dalla colonna sonora di Schindler ’s list – altro magnifico capolavoro di realismo cinematografico, per la regia di Steven Spielberg ,- composta da John Williams. Due ben congegnate opzioni di musica alta e di popolo comune, quelle delle composizione di Piovani e Williams, che concorrono a raccontare con pregnante e vivida scrittura in pentagramma l’immane tragedia dell’Olocausto, per coniugarsi, nell’intermezzo del Forum, con la soffusa armonia del barocco di Arioso, così come si distende nelle note del linguaggio espressivo di Johann Sebastian Bach.
E con i brani musicali, il Forum viveva altri significativi momenti del senso dell’arte, specchio e pensiero di vita, nell’ariosità dei densi linguaggi poetici che attraversano e permeano di sé le visioni di Franco Scarpa e Paola Miele, in stretta aderenza con gli obiettivi di conoscenza, identificativi dell’evento e delle sue valenze. Un reading , per il quale Franco Scarpa proponeva il Canto di speranza, che ha composto nel 1986, ispirandosi al massacro subito dai palestinesi, nel quartiere di Sabra e nel campo – profughi di Chatila, a Beirut; massacro attuato, nel 1982, dalle falangi cristiano-maronite dell’esercito del Libano del Sud, con il supporto e la complicità del governo d’Israele. Un massacro, che annientò tra 1500 e 3000 palestinesi, condannato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, con la severa accusa di genocidio.
E’ un Canto di speranza, quello di Franco Scarpa, che si carica di spiccata attualità, per atteggiarsi in fervida implorazione di pace e civile concordia, rese, ora per un verso e ora per un altro, sempre impossibili da realizzare, come attesta la plastica e triste rappresentazione che ne è stata data finora a Gaza, con le atrocità di stragi e bombardamenti, che si sono venuti rincorrendo come una catena di odi e vendette senza fine. E’ il Canto di speranza, che Franco Scarpa intona e rilancia con fiduciosa attesa nei versi della composizione, intitolata Venga la pace, ispirata dalla fragile tregua che proprio in questi giorni vive Gaza e quel che ne resta della sua comunità cittadina.
Un auspicio di vita, che, a sua volta, Paola Miele fa animare e fluttuare in agile espressività nei versi de Il dopo che recitano … A poco a poco risorgerai di nuovo,\ come il sole ogni mattino: \ volerai dolcemente \ sulle ali di una farfalla,\ laddove la libertà è la pace.\ Il dopo ci sarà. E’ l’auspicio di vita che la poetessa fa librare e palpitare nei versi che raccontano Il soldato russo sul fronte della seconda guerra mondiale… Il mio pensiero \ vola a te, mamma;\ ci separa il confine.\ E’ una guerra fratricida.\ Ci uniscono i cuori \ di un unico popolo.\ Nel domani la speranza \ di una nuova libertà.\
E’ l’intreccio, quello che avviluppa i versi de Il dopo e de Il soldato russo, con cui Paola Miele si rapporta alle tormentate e inquietanti domande che Primo Levi fa a se stesso … Perché la memoria del male non riesce a cambiare l’umanità? A che serve la memoria? Ed un approccio di risposta, dato dalla poetessa a cuore aperto, corre lineare nei versi del Diario da Auschwitz– 27 gennaio 1945… Sto sognando i caldi raggi \ del sole di mezzogiorni;\ stringo la mano di mia madre:\ il buio scompare … \ Sento tanto rumore:\ non è il silenzio che bussa,\ ma il profumo della libertà,\ è l’ora di un tempo di storia,\ che squarcia il pulviscolo nell’aria,\ e , come il fulmine,irrompe dal cielo \ a scrivere un incancellabile ricordo \ di un popolo antico.\
Tra musica e poesia, s’innervava la portata del Forum nell’articolazione d’interventi sviluppati dal dottor Antonio Tulino, dall’avvocato Giuseppe Macario e del professore Antonio Caccavale; interventi, dei quali, tuttavia, si presentano soltanto alcuni dei cenni essenziali, riservando l’integrale pubblicazione stampata delle relazioni-guida, in un saggio a più voci, in tutt’uno con le composizioni poetiche di Franco Scarpa e Paola Miele, con le illustrazioni pittoriche in tema di Fernando Masi. Una pubblicazione che sarà realizzata a cura del sodalizio di via Luigi Napolitano. Ed in questa direzione era particolarmente approfondita la premessa che ne proponeva il professore Pasquale Napolitano, dirigente dell’ Istituto comprensivo Giovanni XXIII– Giuseppe Parini, con plessi operativi sia a Baiano che a Sperone. Una serie di riflessioni, con cui il dirigente Napolitano, evidenziava le iniziative ed i progetti formativi, nei plessi intercomunali sono sviluppati per la cultura digitale nel sano rapporto con il web e la rete, evitandone le trappole, generatrici di alterazioni e guasti cognitivi, privilegiando in assoluto il virtuale sul reale. Un campo, in cui l’azione didattico – formativa va correlata con competenze mirate, da innovare costantemente, puntando su obiettivi chiari da conseguire con linguaggi coerenti in appropriatezza e comune buon senso, grazie ai supporti che Internet rende disponibili per la conoscenza, alla luce degli scenari, che disegnano e realizzano le tecnologie della comunicazione elettronica contemporanea. Un percorso, lungo il quale, però, ragazze e ragazzi nell’utilizzo indiscriminato dei social possono incorrere in situazioni di dipendenza e di rischio insidiose.
Sul filone dei linguaggi e, più ancora, sull’uso normale e congruo delle parole, focalizzava il suo intervento, l’avvocato Giuseppe Macario, soffermandosi sulla terminologia usata nell’arco temporale, che correva tra gli anni ’30 e il primo quinquennio degli anni ’40. E la Germania del nazional–socialismo – nazismo, tout court-, governata dal sistema totalitario hitleriano, era mobilitata nella programmazione, gestione e attuazione industrializzata dello sterminio degli ebrei e delle correlate minoranze etniche, prime tra tutte quella dei romanì, intesi come rom, secondo la vulgata comune. E sul punto, l‘avvocato Macario, richiamando il vocabolario Treccani, marcava il profilo semantico della parola–liquidazione, utilizzata dai vari livelli di comando, controllo ed esecuzione funzionali al genocidio industrializzato, programmato. E così la Treccani spiega, in sintesi, che la parola– liquidazione corrisponde alle modalità, con cui si regola sul piano giuridico o amministrativo un’obbligazione, determinandone l’ estinzione. Come per dire che i tedeschi della Germania nazista, non uccidevano, ma liquidavano soltanto. Era la soluzione finale …
Sui versanti dell’ anti–sionismo e dell’ anti–semitismo, il professore Antonio Caccavale sviluppava un articolato intervento di analisi storica e politica, nell’attualità dei nostri giorni, con acuti approfondimenti sulla diaspora patita dagli ebrei in Europa e nel mondo. Erano passaggi focalizzati in tutta la loro complessità, incrociando le conflittualità teologiche tra giudaismo e cattolicesimo, il sistema della Russia zarista e le stesse persecuzioni anti-ebraiche. Un ampio ventaglio, con tanti riferimenti storici certamente, tra cui l’analisi sulla formazione del nazismo, come progetto politico e totalitarismo, costituitosi sulla scia della prima guerra mondiale, al centro delle riflessioni del dottor Antonio Tulino. Una scia totalitaria su cui s’innestano il comunismo sovietizzato, il fascismo mussoliniano e l’ autoritarismo di Francisco Franco, in Spagna, con tanti carichi di morti, orrori e persecuzioni.
In chiave di conclusione, per chi ha scritto queste righe di frammentata e incompleta cronaca, si pone l’esigenza di sottrarre il Giorno della memoria all’enfasi della retorica delle ritualità solenni, che scivolano via come acqua fresca, con l’unanimità stucchevole dell’ipocrisia fallace. La memoria, quando è veramente autentica e sincera, non è mai neutra ed è anche, se non soprattutto, divisiva nell’osservanza degli ideali e dei principi che contrastino le ingiustizie.
Ed i valori di pace, libertà e solidarietà, che la Shoah ha annientato nella follia nazista, progettando persino l’allestimento dei Musei della razza estinta, a soluzione finale conclusa, vanno vissuti nella concretezza dell’agire quotidiano. Un impegno di responsabilità e coscienza, che interpella ed investe tutti e tutte indistintamente.












