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Ad Avella si accende il dibattito sul nuovo Piano Urbanistico Comunale (PUC), adottato con Delibera di Giunta n. 139 del 13 novembre 2025. Un manifesto affisso in paese, firmato dall’ingegnere Francesco Caruso, solleva accuse pesanti contro l’amministrazione comunale, denunciando presunte irregolarità, scarsa trasparenza e scelte urbanistiche giudicate ingiuste e dannose per la collettività.
Secondo quanto riportato nel documento, l’adozione del PUC sarebbe avvenuta in un contesto definito “anomalo”, caratterizzato dall’assenza di alcuni amministratori durante la seduta di giunta. Un’assenza che, sempre secondo l’autore, avrebbe prodotto effetti rilevanti sulle zonizzazioni, con benefici economici significativi per alcuni soggetti direttamente coinvolti.
Terreni agricoli che diventano edificabili
Uno dei punti più contestati riguarda il cambio di destinazione d’uso di alcuni terreni, passati da agricoli a edificabili, con un conseguente incremento del loro valore economico. Una trasformazione che, nel manifesto, viene descritta come un vantaggio riservato a pochi, a discapito dei cittadini che da anni attendono la possibilità di costruire una casa nel proprio paese.
Il piano viene definito “sproporzionato e irrazionale”, accusato di comprimere ingiustamente la proprietà privata e di non tenere conto del reale contesto territoriale e sociale di Avella. In particolare, si evidenzia come vengano privilegiati interventi di natura turistico-ricettiva e commerciale, piuttosto che rispondere ai bisogni abitativi della popolazione residente.
Il caso “San Cataldo” e la Casa Albergo per anziani
Ampio spazio viene dedicato anche alla vicenda dell’area di San Cataldo, dove era prevista la realizzazione di una struttura socio-assistenziale per anziani. Un progetto che, secondo il manifesto, avrebbe garantito servizi sanitari, occupazione e utilità pubblica, ma che è stato bloccato dopo l’intervento di Legambiente, per presunti impatti ambientali.
La critica si fa ancora più aspra quando si segnala che, nella stessa area, il PUC prevedrebbe ora una destinazione per antenne, soluzione che solleva interrogativi sulla coerenza delle scelte e sulla reale tutela del territorio.
“Consumo di suolo” o trasformazione selettiva?
Il documento contesta inoltre l’uso del concetto di “consumo di suolo”, ritenuto applicato in modo selettivo: mentre alcuni interventi vengono bloccati in nome dell’ambiente, altri – riguardanti proprietà riconducibili ad amministratori – non sarebbero considerati consumo, ma “trasformazione”.
In chiusura, viene evidenziata anche la revoca delle deleghe al PUC all’assessore competente, interpretata come un segnale di gestione fortemente centralizzata nelle mani del sindaco.
La richiesta: confronto pubblico e trasparenza
Il manifesto si conclude con un appello al dialogo e alla trasparenza, chiedendo un incontro pubblico tra amministrazione, cittadini, associazioni e forze politiche, affinché il futuro urbanistico di Avella venga discusso apertamente e nell’interesse generale.
Una presa di posizione netta che riporta al centro una questione fondamentale: lo sviluppo di un territorio può prescindere dal coinvolgimento della sua comunità?
