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Il 5 febbraio 1958 è una data che segna uno degli episodi più inquietanti della storia militare statunitense. In piena Guerra Fredda, una bomba atomica dell’aviazione degli Stati Uniti venne accidentalmente persa in mare al largo della costa di Savannah, nello Stato della Georgia.
L’incidente avvenne durante un’esercitazione militare notturna. Un bombardiere B-47, entrato in collisione con un altro velivolo, fu costretto a liberarsi del carico per poter effettuare un atterraggio di emergenza. L’ordigno nucleare fu così sganciato nell’oceano Atlantico e scomparve nelle acque costiere.
Nonostante intense operazioni di ricerca, durate settimane e condotte con mezzi navali e subacquei, la bomba non venne mai ritrovata. Ancora oggi, a distanza di decenni, il suo destino resta avvolto nel mistero.
Le autorità statunitensi hanno più volte rassicurato l’opinione pubblica sostenendo che l’ordigno non fosse armato in modo da poter detonare, ma l’episodio continua a sollevare interrogativi sui rischi legati alla gestione degli armamenti nucleari e sugli incidenti militari rimasti a lungo coperti dal segreto.
Un fatto storico che, ancora oggi, viene ricordato come uno dei simboli delle tensioni e delle ombre di un’epoca segnata dall’equilibrio del terrore.