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Notte amara per il Napoli in Portogallo. Gli uomini di Massimiliano Allegri crollano sotto i colpi del Porto: dopo aver chiuso il primo tempo sull’1-1, gli azzurri si sciolgono nella ripresa e incassano una pesantissima sconfitta.
Una serata da dimenticare per il Napoli, che esce con le ossa rotte dall’Estádio do Dragão. Il Porto si impone per 4-1 nella quarta giornata della fase campionato di Champions League, infliggendo agli azzurri una sconfitta pesante, sia nel risultato sia per il modo in cui è maturata.
La partita si mette subito in salita per la formazione partenopea. All’11’ è Bednarek a portare in vantaggio i padroni di casa, sfruttando un calcio d’angolo e una difesa napoletana troppo distratta.
Il Napoli prova a reagire e trova il pareggio al 43′ con Scott McTominay, bravo a riportare il risultato in equilibrio prima dell’intervallo. Si va così al riposo sull’1-1, con la sensazione che la squadra di Allegri possa ancora giocarsi le proprie possibilità.
Ma nella ripresa arriva il crollo. Il Porto aumenta la pressione e trova nuovamente la strada del gol al 71′ con Gabri Veiga. Gli azzurri accusano il colpo e, appena nove minuti più tardi, all’80’, arriva anche la rete di Jakub Kiwior, che mette praticamente in cassaforte il risultato.
Nel finale, al 90′, Samu Aghehowa trasforma un calcio di rigore e firma il definitivo 4-1, completando la serata trionfale dei portoghesi.
Per il Napoli è una battuta d’arresto pesantissima. Dopo il pareggio trovato nel finale del primo tempo, ci si aspettava una ripresa diversa, ma la squadra ha mostrato fragilità difensive e difficoltà nel contenere le iniziative degli avversari.
Adesso serve una risposta. La Champions League non concede pause e gli azzurri sono chiamati a voltare pagina rapidamente. Una sconfitta così netta lascia il segno, ma il cammino europeo non è ancora finito: servirà ritrovare compattezza, carattere e soprattutto quella determinazione che non può mancare quando si indossa la maglia azzurra.
Una notte da archiviare in fretta, ma anche da cui ripartire con una seria riflessione.
(Andrea Salvatore Guerriero)
