Avella, polemiche in Consiglio sugli orari delle sedute: Antonia Caruso replica al sindaco

Avella, polemiche in Consiglio sugli orari delle sedute: Antonia Caruso replica al sindaco

Polemiche oggi in Consiglio comunale ad Avella sulla convocazione delle sedute e, in particolare, sugli orari scelti per lo svolgimento dei lavori dell’assemblea. Al centro del confronto la posizione della consigliera comunale Antonia Caruso, da alcuni mesi passata all’opposizione, che nelle scorse settimane aveva più volte rappresentato al sindaco e al presidente del Consiglio le proprie difficoltà a partecipare alle riunioni fissate il martedì pomeriggio.

Caruso, medico ambulatoriale, aveva infatti comunicato l’impossibilità di lasciare l’attività professionale in quella specifica fascia oraria, spiegando di non poter essere sostituita e chiedendo quindi che, nella programmazione delle sedute, venissero individuati giorni e orari compatibili con l’esercizio del mandato consiliare.

La questione è tornata al centro del dibattito durante il Consiglio comunale di oggi, dove la comunicazione della consigliera è stata oggetto di critiche da parte del sindaco. Una ricostruzione alla quale Caruso ha deciso di replicare con una nota dai toni netti.

«Prendo atto, ancora una volta, di una modalità di gestione che ritengo istituzionalmente inaccettabile: ignorare comunicazioni preventive, reiterate e circostanziate e, successivamente, utilizzare proprio le conseguenze di quella scelta organizzativa come argomento di critica nei confronti della sottoscritta», afferma.

La consigliera sostiene di aver comunicato per tre volte per iscritto, oltre che verbalmente in diverse occasioni, che il martedì pomeriggio è tenuta a svolgere attività ambulatoriale nell’ambito del rapporto convenzionale con il Servizio sanitario, con responsabilità nei confronti dei propri assistiti e ulteriori obblighi organizzativi legati all’attività della AFT.

«Non ho chiesto privilegi, né esoneri dal mandato elettivo – precisa Caruso –. Ho chiesto, con congruo anticipo, che le sedute fossero calendarizzate in modo da rendere effettivamente possibile la mia partecipazione».

Da qui la contestazione rispetto alla lettura della comunicazione come una sorta di giustificazione dell’assenza. Per Caruso, infatti, si sarebbe trattato esattamente del contrario: una segnalazione preventiva finalizzata a trovare le condizioni per poter essere presente in aula.

«Non era una domanda di autorizzazione all’assenza e non era una richiesta di sanatoria. Era una comunicazione preventiva di un impedimento professionale noto e una richiesta organizzativa finalizzata, al contrario, ad evitare l’assenza e a consentirmi di esercitare pienamente il mandato ricevuto dagli elettori».

La consigliera insiste quindi sul significato delle comunicazioni inviate: «Le mie comunicazioni non esprimevano disinteresse verso il Consiglio; dimostrano esattamente il contrario. Chi intende non partecipare non scrive ripetutamente per chiedere di poter partecipare. Trasformare una richiesta di presenza in una contestazione sull’assenza significa rovesciare i fatti».

Caruso guarda poi alle prossime convocazioni e avverte che, dopo le ripetute segnalazioni, un’eventuale nuova seduta fissata nella medesima fascia oraria non potrebbe più essere considerata, dal suo punto di vista, una circostanza imprevedibile.

«L’impedimento professionale è stato comunicato, è conosciuto ed è stato reiteratamente rappresentato. La responsabilità delle successive scelte organizzative, dunque, resterà in capo a chi le assumerà e le farò valere nelle competenti sedi istituzionali».

Infine, la consigliera sposta la questione dal terreno dello scontro politico a quello del funzionamento dell’assemblea: «Il confronto politico, anche duro, è legittimo. Ciò che non è accettabile è confondere il confronto politico con l’uso delle regole procedurali. Il mandato elettivo si esercita consentendo il confronto in aula, non creando condizioni organizzative che, pur essendo state preventivamente segnalate, rendano più difficile la presenza di un consigliere».

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