CPR a Castel Volturno, Palumbo (CISAL): «Scelta da rivedere, serve coerenza con il rilancio del territorio»

CPR a Castel Volturno, Palumbo (CISAL): «Scelta da rivedere, serve coerenza con il rilancio del territorio»

«La questione del CPR a Castel Volturno non può essere ridotta a una contrapposizione politica, né diventare uno strumento di polemica tra schieramenti. È, prima di tutto, una questione di buon senso, di coerenza amministrativa e di visione del futuro del territorio». Lo dichiara Ferdinando Palumbo, segretario generale della CISAL Caserta, intervenendo sul progetto di realizzazione del Centro di permanenza per i rimpatri a Castel Volturno. «Non è determinante che una posizione venga espressa nel corso di una manifestazione, attraverso un’intervista o con qualsiasi altra forma di mobilitazione. Il punto non è chi lo dice, né in quale occasione, ma ciò che viene detto e, soprattutto, le ragioni che lo sostengono. Noi abbiamo già espresso le nostre perplessità e riteniamo che la realizzazione del CPR rappresenti una scelta improvvida, sbagliata e da rivedere assolutamente, nonostante tutto lasci intendere che si voglia procedere comunque con il progetto».

Palumbo sottolinea la necessità di mantenere una posizione autonoma rispetto alle dinamiche politiche, concentrando l’attenzione sulle prospettive concrete della comunità locale. «Il sindacato non si presta a strumentalizzazioni e non ha bisogno di inseguire le posizioni di questo o quel partito. Il nostro compito è valutare le scelte per le ricadute che possono avere sui lavoratori, sui cittadini e sul territorio. Su questo tema esprimiamo una posizione precisa, che prescinde da chi organizza una manifestazione o da chi interviene nel dibattito pubblico». «Da anni – prosegue Palumbo – sentiamo parlare della necessità di riqualificare il litorale Domizio, migliorare i servizi e costruire un modello di sviluppo capace di trasformare quest’area in quella potremmo definire la Romagna del Sud. È un obiettivo ambizioso, che richiede investimenti, programmazione, attrattività turistica e una nuova identità territoriale. Ma allora dobbiamo chiederci se la realizzazione di un CPR sia davvero coerente con questa prospettiva». «A nostro avviso, la risposta è no. Non perché si voglia alimentare una contrapposizione ideologica, ma perché riteniamo che una struttura di questo tipo non contribuisca al percorso di qualificazione e rilancio che il territorio dovrebbe perseguire. Non possiamo dichiarare di voler attrarre investimenti, sviluppare il turismo e migliorare l’immagine del litorale, per poi assumere decisioni che rischiano di andare nella direzione opposta». Il segretario generale della CISAL Caserta conclude: «La questione va affrontata nel merito, con serietà e senza bandiere di partito. Non ci interessa alimentare polemiche, ma chiediamo coerenza nelle scelte che riguardano il futuro della comunità. Se l’obiettivo condiviso è riqualificare Castel Volturno e valorizzarne le potenzialità, allora la decisione di realizzare il CPR deve essere rimessa in discussione. Non è una battaglia di schieramento: è una questione di responsabilità istituzionale e di rispetto per le prospettive di sviluppo del territorio, bisogna evitare di aprire l’ennesima ferita».