Montevergine e Santa Filomena, il pellegrinaggio che da oltre settant’anni unisce Napoli all’Irpinia

Montevergine e Santa Filomena, il pellegrinaggio che da oltre settant’anni unisce Napoli all’Irpinia

I pellegrini sono riusciti a raggiungere Mamma Schiavona attraverso una strada secondaria e nel pomeriggio hanno fatto tappa a Mugnano del Cardinale. Don Giuseppe Autorino è uscito spontaneamente dal Santuario per pregare con loro e impartire la benedizione. Poi il lungo applauso documentato da Binews

di Francesco Piccolo

MUGNANO DEL CARDINALE – Prima Montevergine. Poi Mugnano del Cardinale.

Da oltre settant’anni, per questo gruppo di pellegrini, il lunedì successivo alla festa di settembre ha un percorso preciso. Si sale da Mamma Schiavona, si resta sul Partenio per alcune ore e poi, sulla strada del ritorno, ci si ferma al Santuario di Santa Filomena.

Lo hanno fatto anche quest’anno.

E stavolta arrivare fino a Montevergine non era affatto scontato.

La frana del novembre 2025 continua infatti a condizionare la viabilità verso il Santuario. I pellegrini, arrivati nella mattinata di ieri, sono riusciti comunque a raggiungere Montevergine attraverso una strada secondaria poco accessibile alle automobili, percorrendola con i motorini.

Una volta arrivati sul monte hanno rinnovato la loro devozione a Mamma Schiavona e sono rimasti lì fino a dopo pranzo.

Poi sono ripartiti.

Direzione Mugnano del Cardinale.

La seconda tappa: Santa Filomena

È una storia che viene da lontano.

La Juta a Montevergine è una delle espressioni più conosciute della religiosità popolare campana. Intorno alla festa della Natività di Maria, gruppi e comitive provenienti soprattutto da Napoli e dalla sua provincia raggiungono il Partenio tra preghiere, canti e tradizioni tramandate da una generazione all’altra.

Per molti di loro, però, il viaggio non termina davanti alla Madonna di Montevergine.

Sulla strada del ritorno c’è Santa Filomena.

Nel pomeriggio il gruppo è sceso dal Partenio e ha raggiunto Mugnano del Cardinale, fermandosi per circa un’ora nel parcheggio del Santuario.

Ed è qui che è nato uno dei momenti più belli della giornata.

Il rettore e custode del Sacro Corpo di Santa Filomena, don Giuseppe Autorino, saputo della presenza dei pellegrini, ha deciso spontaneamente di uscire dal Santuario.

Niente di programmato.

Don Giuseppe li ha raggiunti, ha pregato insieme a loro e alla fine ha impartito la santa benedizione.

«Lo facciamo da oltre settant’anni»

Durante l’incontro don Giuseppe ha parlato anche con il presidente del gruppo, uno degli anziani della comitiva.

È stato lui a raccontargli un particolare che dà la misura di quanto sia radicata questa tradizione: il pellegrinaggio viene portato avanti da oltre settant’anni e il gruppo tiene particolarmente a essere presente ogni anno proprio nel lunedì successivo alla festa.

Settant’anni significano generazioni.

Persone che sono cambiate, ragazzi diventati adulti, altri che si sono aggiunti. Ma il percorso è rimasto: Montevergine e poi Mugnano.

Prima Mamma Schiavona.

Poi Santa Filomena.

Al termine della preghiera i pellegrini hanno ringraziato calorosamente don Giuseppe per essere sceso tra loro e per la benedizione.

Ed è partito l’applauso.

Una vera e propria standing ovation per il rettore del Santuario, documentata anche dal video pubblicato sulla pagina Facebook di Binews.

Poi i saluti, i motorini nuovamente accesi e la partenza verso casa.

Quest’anno persino raggiungere Montevergine è stato più complicato. Hanno cercato un’altra strada e sono saliti lo stesso. Dopo pranzo sono scesi a Mugnano e hanno rispettato anche la seconda tappa.

Dopo oltre settant’anni, il percorso può cambiare. L’appuntamento no.