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Si è svolto ieri, presso la prefettura di Salerno, un confronto franco e approfondito sulla vertenza Multiservizi presso l’Asl Salerno, alla presenza dell’assessore regionale al Lavoro, Angelica Saggese, del responsabile delle Unità di crisi della Regione Campania, delle aziende interessate e delle organizzazioni sindacali confederali e di categoria.
Le segreterie salernitane di Cisl e Cgil, attraverso i referenti provinciali di Fisascat Cisl e Filcams Cgil, hanno ribadito le tre richieste già avanzate: la sospensione della gara d’appalto per il lotto 1 relativo alla provincia di Salerno, l’apertura di un confronto sull’internalizzazione dei servizi e, in alternativa, chiarimenti ufficiali sull’impossibilità della stabilizzazione del personale.
«Il confronto è stato serio e costruttivo – dichiara Marilina Cortazzi, segretaria generale della Cisl Salerno -. Abbiamo chiesto con forza la sospensione della gara per il lotto 1, che presenta criticità evidenti rispetto alla tutela occupazionale. Registriamo con favore l’apertura dell’assessore Saggese, che si è riservata 24-72 ore per valutare concretamente questa ipotesi. È un segnale importante, che auspichiamo si traduca rapidamente in atti formali».
Nel corso della riunione è emerso anche come vi siano state carenze di interlocuzione tra Asl Salerno, Soresa e le aziende appaltatrici, con effetti sulla corretta definizione del perimetro occupazionale da tutelare tramite la clausola sociale.
«Il nodo centrale resta la salvaguardia dei lavoratori – sottolinea Pietro Contemi, segretario generale della Fisascat Cisl Salerno -. La gara così come impostata rischia di non garantire pienamente il perimetro occupazionale e la continuità dei servizi. L’apertura della Regione è un passo avanti, ma servono decisioni chiare e tempestive».
«Abbiamo ribadito la necessità di fermare una procedura che rischia di scaricare sui lavoratori e sulle lavoratrici il peso di scelte organizzative sbagliate – afferma Maria Rosaria Nappo, segretaria generale della Filcams Cgil Salerno -. La stabilità occupazionale e la qualità dei servizi non possono essere messe in discussione da una gara che non tiene conto della realtà dei presìdi sanitari».
«Il sistema degli appalti nella sanità va ripensato – aggiunge Antonio Apadula, segretario generale della Cgil Salerno -. Parliamo di lavoratori essenziali, che garantiscono ogni giorno sicurezza, igiene e supporto alle attività sanitarie. Serve una scelta politica coraggiosa per valorizzare queste professionalità e garantire servizi pubblici di qualità».
Lo sciopero del 26 febbraio, proclamato unitariamente da Cisl e Cgil, resta confermato per ragioni tecniche, a seguito del verbale di mancata conciliazione, in assenza di un provvedimento formale di sospensione della gara nei tempi utili.
Le organizzazioni sindacali confermano la disponibilità a un confronto costruttivo e auspicano che l’apertura manifestata dalla Regione Campania si traduca rapidamente in decisioni concrete a tutela dei lavoratori e della qualità dei servizi sanitari.