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Mercogliano (AV), lunedì 16 marzo 2026 – Un centro di ricerca unico nel suo genere, dedicato esclusivamente alla frontiera più avanzata della lotta contro i tumori: l’immunoterapia. E’ stato inaugurato questa mattina a Mercogliano, in provincia di Avellino, il primo polo d’eccellenza del Sud Italia, realizzato grazie alla generosa donazione della Fondazione Irti, presieduta da Natalino Irti. Il nuovo laboratorio non è solo uno spazio fisico, ma un hub tecnologico che pone la Campania al vertice della ricerca scientifica mediterranea, attirando nuove professionalità e talenti nel campo della ricerca traslazionale. Il centro si focalizzerà sulla comprensione dei meccanismi di resistenza alle cure e sulla personalizzazione dei trattamenti per rendere l’immunoterapia, come sottolineano i ricercatori, sempre più “democratica” ed efficace per tutti i pazienti.
“Qui convergono le linee di ricerca più promettenti: dall’analisi del microbioma alla profilazione genetica dei pazienti (gene signature), fino all’identificazione di nuovi biomarcatori molecolari – dichiara Paolo Ascierto, professore ordinario di Oncologia all’Università Federico II di Napoli e direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma e Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto IRCCS Pascale di Napoli -. Ma la linea di ricerca più avanzata che stiamo esplorando è la biologia spaziale, una disciplina rivoluzionaria che permette di studiare il ‘microambiente tumorale’ con una precisione chirurgica. Grazie a strumentazioni di ultima generazione siamo in grado di mappare non solo la presenza delle cellule tumorali, ma la loro interazione geografica con il sistema immunitario”.
Non è dunque solo un laboratorio, ma un ecosistema di innovazione. Una vera e propria “Silicon Valley” dell’immunoncologia che vede impegnato l’intero team del professor Paolo Ascierto, come i ricercatori Gabriele Madonna, Domenico Mallardo, Caterina Costa e Mariaelena Capone. Tutto sotto la guida strategica del Direttore Scientifico Alfredo Budillon. “Con questo laboratorio facciamo un ulteriore salto di qualità nella medicina di precisione – dichiara Budillon -. Non ci limitiamo più a guardare le cellule tumorali in modo isolato, ma ne studiamo l’architettura spaziale. Questo ci permette di capire perché alcuni pazienti rispondono alle cure e altri no, nel solco di terapie sempre più personalizzate che riducono gli effetti collaterali e massimizzano l’efficacia del trattamento. È un traguardo importante che si integra in un contesto, quello del centro di Mercogliano, dove abbiamo centralizzato tutte le maggiori piattaforme tecnologiche dell’Istituto, e che rafforza ulteriormente il ruolo del Pascale come riferimento internazionale”.
La nascita del laboratorio è legata alla storia personale di Nicola Irti, illustre giurista che, a seguito di un grave lutto familiare, ha scelto di trasformare il dolore in speranza attraverso la Fondazione Irti. Con una donazione complessiva di 400.000 euro, la Fondazione ha permesso l’acquisto di macchinari che pongono la Campania al centro della mappa scientifica europea.
“Abbiamo fortemente voluto che questo investimento restasse al Sud e trovasse casa nel talento dei ricercatori dell’IRCCS Pascale – conclude il presidente della Fondazione, Natalino Irti -. Trasformare una sofferenza privata in una risorsa collettiva è il modo più nobile per onorare la memoria e il futuro. Sapere che queste tecnologie porteranno nuove opportunità di cura per i pazienti è, per la nostra Fondazione, il risultato più prezioso”.
Ufficio stampa Health Media