MUGNANO DEL CARDINALE. L’Ipocrisia delle Apparenze e il Sociale Negato: il Caso del Centro Sociale mai usato – abbandonato – vandalizzato e destinato al privato

MUGNANO DEL CARDINALE. L’Ipocrisia delle Apparenze e il Sociale Negato: il Caso del Centro Sociale mai usato – abbandonato   vandalizzato e destinato al privato

(Riceviamo e Pubblichiamo). Cinquanta metri . È la distanza che separa il Santuario dal Municipio, affacciati sulla stessa piazza. Una vicinanza fisica che, durante le feste padronali, si trasforma in un cerimoniale sfarzoso quasi teatrale: il rettore che invita formalmente il Sindaco, l’Amministrazione schierata in pompa magna, lo segue fino all’altare per assistere alla funzione religiosa  Una devozione da esibire, ostentare, mettere in mostra. Ma finita la festa, spenti i riflettori e consumati i riti, dove finisce tutta questa cristianità e l’impegno evocato nelle ricorrenze verso gli ultimi, i più fragili ? ( gli anziani , i disabili e i giovani in difficoltà e per chi non ha più voce).

La risposta purtroppo è scritta nel silenzio delle istituzioni e in una gestione dei beni comuni che lascia spazio a enormi interrogativi. Un silenzio che, purtroppo, sembra contagiare anche chi dovrebbe custodire le coscienze. Di fronte a una emergenza sociale che da anni investe tutta la collettività , persino l’autorità religiosa, anziché farsi portavoce dei bisogni dei più deboli, ha preferito trincerarsi dietro un disarmante: «E io che posso fare per voi?». Una reazione che lascia l’amaro in bocca, specie se si considera la profonda e visibile sinergia che la unisce ai palazzi della politica, un legame così stretto da apparire quasi inscindibile. Il tentativo di liquidare una battaglia sociale così importante con la promessa di una telefonata di cortesia , dimostra come la solidarietà rischi di diventare un fastidio da evitare pur di non turbare i fragili equilibri del potere locale. Dopo tanti anni è ritornata di moda la strategia : CHI NON E’CON ME E’ CONTRO DI ME . La fede e la politica se non si traducono in azioni concrete per il bene comune, diventano solo un palcoscenico per l’ipocrisia : gli anziani , i disabili , i giovani , le donne sole , non hanno bisogno di passerelle in chiesa , di incoerenza, di promesse tradite , ma di fatti concreti, spazi e luoghi dove passare il tempo libero , combattere l’isolamento e l’emarginazione , creare integrazione coesione e inclusione, restituire dignità e tranquillità per il benessere di tutta la comunità . La violazione della dignità delle persone più fragili è un’infamia vergognosa e inaccettabile , è un atto vile e grave. Il simbolo più doloroso di questa Amministrazione delle parole al vento è la struttura nata come centro sociale a supporto del Piano di Zona. Un’opera costata ben 500.000,00 euro finanziata con fondi Europei PSR traditi , collaudata da oltre dieci anni e mai aperta al pubblico, CHE VERGOGNA !!

Dopo un recente servizio di denuncia su una TV locale proposto dall’APS Centro Sociale Intercomunale l’UNIONE che mostrava il degrado e il vandalismo in cui versa la struttura, la risposta del Sindaco è stata netta: ha dichiarato pubblicamente di aver “ereditato” la struttura già in quelle condizioni e che con il bando di gara attuale finalmente sarà riqualificata e restituita ai cittadini , ( dopo 8 lunghi anni e fatta a pezzettini con il nuovo PUC per favorire il privato) senza specificare che per l’accesso bisogna pagare un ticket , di conseguenza chi ha i soldi entra e chi non li ha resta fuori I fatti e la tecnologia, però, raccontano un’altra verità. Il Primo Cittadino siede sullo scranno più alto del Comune dal 2018; le immagini storiche e pubbliche di Google Maps datate 2019 mostrano chiaramente una struttura ancora integra, con pannelli solari installati , recinzione intatta, porte e finestre integre (in precedenza erano state sottratte solo le attrezzature interne). Il grosso del saccheggio e del vandalismo è avvenuto quindi negli anni successivi, sotto gli occhi di chi doveva vigilare e non l’ha fatto. La storia recente di questa struttura rasenta il paradosso. All’inizio dei contatti con il Comune, durante un incontro pubblico e alla presenza ufficiale dei sindaci del territorio, il Sindaco di Mugnano del C.LE Dott. Napolitano si era speso in una promessa solenne: «Quella struttura, se vi piace, è vostra». I rapporti erano così collaborativi che all’ APS l’UNIONE erano state persino consegnate le chiavi dell’immobile per poter effettuare i rilievi progettuali necessari. L’associazione, mantenendo totale autonomia rispetto a suggerimenti esterni volti a modificare la propria compagine, ha depositato un progetto dettagliato per riqualificare e far rivivere il centro a costo zero per le casse comunali. La riqualificazione di tali spazi consentirebbe la creazione di un polo d’eccellenza integrato , trasformando un presidio degradato in una risorsa attiva per una comunità di circa 41,000 abitanti con l’inclusione anche di quelli del Vallo di Lauro . Una città !!! . Un presidio che in Italia con queste caratteristiche forse non esiste. Secondo il nostro progetto protocollato in data 03.02.25 purtroppo ignorato, si potrebbero realizzare svariate attività contemporaneamente : bocce –area per bambini- calcetto- tennis- ( palla a canestropalla a volo – padel ) – convegni e conferenze- cene – biliardo- tennis da tavolo- calciobalilla- visite mediche gratuite – corsi di ballo , cucina, artigianato, teatro, pittura e scultura- musica ecc. Si precisa inoltre che la struttura è già predisposta per accogliere le persone con disabilità quindi accessibile a tutti senza discriminazione e senza scopo di lucro. Perdere questa opportunità significa togliere alla comunità servizi di prossimità, presidi di socialità per chi ne ha bisogno ( art. 118 Costituzione) , in termini sociali si sta commettendo un crimine sociale in quanto l’abbandono del territorio e la privazione dei presidi di vicinanza danneggino direttamente la dignità umana e il benessere della collettività( art. 2- 3 – 32 Costituzione) . Subito dopo il protocollo del progetto, le porte si sono improvvisamente sbarrate e la promessa è svanita, lasciando spazio a una procedura opposta in netto contrasto con leggi e sentenze esistenti e con lo stesso PUC da poco approvato: un bando di gara con un canone annuale irrisorio (circa 310 euro al mese), che prevede circa 150.000,00 euro di lavori di ristrutturazione a carico dell’aggiudicatario (spesa necessaria solo perché l’ente non ha custodito il bene). Al contempo, nel nuovo PUC ancora in fase di salvaguardia , la destinazione dell’area viene mutata da “SOCIALE” a “Sportivo – Area Attrezzata – Parcheggio”. Una scelta scellerata che penalizza il Terzo Settore e favorisce logiche palesamente commerciali.( costituzione art. 97 e 118 + L. 117/17 Terzo Settore. Un vero e proprio grimaldello normativo usato per cancellare un vincolo di scopo mai onorato . Se siamo arrivati a questo punto, le responsabilità ricadono anche sull’intera area politica in particolare dell’opposizione che ha scelto la via del silenzio e della convenienza, rinunciando a supportare una battaglia di equità sociale , pur avendo la consapevolezza della validità , credibilità e fattibilità del nostro progetto . Ma il corto circuito più evidente tocca l’assessorato competente per le politiche sociali e i vertici dello stesso Piano di Zona (sostenitori di un partito di sinistra ) con il loro silenzio tombale hanno dato l’assenso al Comune di distruggere completamente un bene comune realizzato proprio a supporto del Piano di Zona condannando le fasce più deboli e favorendo la nascita di una nuova macchina di soldi Ma stiamo veramente così bene che non abbiamo bisogno di una struttura del genere ? NO !! Anzi nel nostro territorio regna sovrano un deserto sociale . Com’è possibile, che proprio organi istituzionali deputati alla tutela delle fasce deboli e alla solidarietà non intervengano di fronte alla trasformazione e distruzione di un centro sociale pubblico ? L’equità sociale, richiamata costantemente da alte cariche istituzionali come il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Sindaco Metropolitano Gaetano Manfredi, rischia di rimanere uno slogan da convegno se poi, nei fatti, si preferisce la strada del profitto rispetto a quella dell’inclusione e della solidarietà senza scopo di lucro. Nonostante le diffide formali e le segnalazioni inviate agli organi di controllo (tra cui l’ANAC) per verificare la legittimità e la trasparenza delle procedure adottate, l’obiettivo dell’APS Centro Sociale “l’UNIONE” non è alimentare uno scontro fine a se stesso, ma cercare di raggiungere obbiettivi comuni nell’interesse della collettività, il sociale non ha colore politico , non appartiene al singolo ma alla comunità e se nonostante tutto non si avranno risultati positivi non serve solo cambiare paese ma Nazione ( la caccia all’uomo è severamente proibita e vietata ). C’è ancora spazio per un atto di coscienza e di responsabilità verso i più fragili ? . La risposta è si . C’è la possibilità di fermarsi, fare un passo indietro rispetto alle decisioni attuali e aprirsi a una forma di co-progettazione tra l’Ente pubblico e il Terzo Settore, così come previsto dalle normative vigenti ( provare non nuoce è stato fatto con gli altri perché no con noi ? ) o fare un nuovo bando indirizzato al sociale senza scopo di lucro e non al profitto o commerciale . Restituire quella struttura alla sua originaria vocazione sociale significherebbe restituire dignità e tranquillità a tutta la collettività, creando un punto di riferimento aperto a tutti, nessuno escluso, e senza “biglietti d’ingresso”. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, alla luce del sole. La palla passa ora alla coscienza di chi ha poteri decisionali ,.ricordando che invece di costruire muri c’è la necessità di costruire ponti se si vuole veramente il benessere della collettività ( le minacce non servono, portano solo alla guerra e sono sintomi di debolezza ). E’ nostro dovere ribadire all’Amministrazione di Mugnano del C.le ai Sindaci di tutto il territorio interessato , a tutti i partiti politici, alle Associazioni che la riqualificazione di quella struttura potrebbe, come era stato previsto dalla relazione tecnica – economica del vecchio progetto, allegata all’istanza presentata , rappresentare un motivo di orgoglio del nostro territorio. Questa è la realtà !! Se la vicenda non avrà sviluppi positivi ,sarà scritta un’altra pagina buia del nostro territorio e potrebbe diventare un caso nazionale: MUGNANO del C.Le UNICO PAESE IN ITALIA CHE RIFIUTA LA PROPOSTA DI UNA APS PER LA RIQUALIFICAZIONE DI UNA STRUTTURA DEGRADATA GIA’ CENTRO SOCIALE .

APS CENTRO SOCIALE INTERCOMUNALE L’UNIONE