Ciampi: “Cancellare il Superbonus equivale a frenare lo sviluppo dell’edilizia in un momento di crisi”

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Il consigliere regionale a margine di un incontro con i vertici del Cna di Avellino: “Non è eliminando la misura che si impediscono le truffe”

“Smantellare la misura del Superbonus, fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle e che ha fatto ripartire l’economia in un momento di crisi drammatico per la Campania e per il Paese, equivale a consegnare la riqualificazione del patrimonio edilizio nelle mani delle poche grandi aziende, escludendo la quasi totalità delle medie e piccole imprese del settore dell’edilizia. Non è certamente eliminando una misura che funziona che verranno estirpate truffe e malversazioni”. Lo ha dichiarato il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Vincenzo Ciampi, a margine di un incontro con il segretario del Cna (la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa) di Avellino, Berardo Pesce.

“Le imprese che partecipano al mercato della riqualificazione edilizia in Italia sono oltre 750mila – sottolinea Ciampi – mentre quelle che detengono la qualificazione SOA sono meno di 20mila. Cna e Confartigianato ritengono che estendere al settore privato un sistema pensato per i lavori pubblici non ha nulla a che vedere con la qualificazione delle imprese. Le associazioni di categoria chiedono una legge che riconosca il profilo professionale delle imprese edili. Si rischia di vivere una contraddizione e di compiere passi indietro nell’ambito di un processo di ripresa ben avviato. Nella sostanza, si abbandonano le piccole imprese impegnate nel 110%, piuttosto che aiutarle a qualificarsi. Il pianeta Superbonus – conclude il consigliere regionale – può invece costituire una filiera di professionisti e imprese che possono realmente partecipare all’innovazione del settore edilizio, in direzione della transizione ecologica. E il Movimento è in sintonia con chi vuole che questo Paese funzioni”.

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