Brusciano ricorda Luigi Sodano, caduto nel 1945 nelle file della RSI

Brusciano ricorda Luigi Sodano, caduto nel 1945 nelle file della RSI

La ricerca del sociologo Antonio Castaldo ricostruisce la vicenda del giovane militare bruscianese. Le fonti riportano due diverse date di nascita.

BRUSCIANO — Luigi Sodano morì l’11 febbraio 1945 a Quota 437, nei pressi di Gallicano, in provincia di Lucca. Aveva prestato servizio nella 1ª Divisione Bersaglieri “Italia” della Repubblica Sociale Italiana. A riportare l’attenzione sulla sua storia è il sociologo Antonio Castaldo, impegnato da anni in ricerche sui bruscianesi durante la Seconda guerra mondiale.

Secondo i registri anagrafici del Comune di Brusciano citati da Castaldo, Sodano morì «per ferite di armi da fuoco per eventi bellici». Una banca dati dedicata ai caduti della RSI lo indica come appartenente al 1° Reggimento della Divisione “Italia” e colloca la sua morte a Quota 437.

Nel cimitero comunale di Brusciano, la cappella della famiglia Sodano conserva la sua tomba. L’epitaffio ricorda il giovane militare e la sua dedizione alla patria. Le fonti riportate da Castaldo presentano però una differenza sulla data di nascita: i registri comunali indicano il 20 marzo 1919, mentre sulla lapide è inciso il 2 marzo 1919. Il dato richiede quindi una verifica documentale.

La vicenda di Sodano si colloca nell’Italia divisa dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. Mentre il Sud passava sotto il controllo degli Alleati, la Germania occupava gran parte del Centro e del Nord. La Repubblica Sociale Italiana, costituita sotto la protezione tedesca, continuò a combattere fino alla primavera del 1945. Nello stesso periodo, centinaia di migliaia di militari italiani catturati dai tedeschi furono internati in Germania; molti rifiutarono di aderire alla RSI.

Castaldo ha dedicato altre ricerche locali alle vittime civili dei bombardamenti del 1943, agli internati militari italiani e al partigiano bruscianese Emanuele Esposito, attivo in Piemonte con il nome di “Sbarazzino”. Nel ricordare Sodano, il sociologo invita a unire la pietà per ogni vita perduta alla chiarezza sulle scelte compiute durante la guerra: la memoria individuale, osserva, non cancella la distinzione storica e politica tra chi combatté per la Liberazione e chi militò nella RSI al fianco delle forze tedesche occupanti.