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Il 9 febbraio 1955 segna una data storica per i trasporti e l’urbanistica italiana: a Roma viene inaugurata la prima linea metropolitana del Paese. A presiedere la cerimonia è il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, che ufficializza l’apertura di un’infrastruttura destinata a cambiare per sempre il modo di muoversi nelle grandi città.
L’inaugurazione avviene presso la stazione di Roma Termini, cuore nevralgico dei trasporti della Capitale. La nuova linea collega il centro cittadino con il quartiere dell’EUR, allora simbolo della Roma moderna e proiettata verso il futuro.
La prima “vera” metropolitana d’Italia
La tratta inaugurata nel 1955 è quella che oggi conosciamo come Linea B della metropolitana di Roma. Il percorso iniziale univa Termini alla stazione di EUR Fermi, all’epoca chiamata “Esposizione”, attraversando zone strategiche della città e offrendo un’alternativa rapida ed efficiente al traffico di superficie.
I lavori, iniziati già negli anni Trenta e rallentati dagli eventi della Seconda guerra mondiale, trovarono finalmente compimento nel dopoguerra, in un’Italia impegnata nella ricostruzione economica e sociale.
Un simbolo di modernità e rinascita
L’apertura della metropolitana non rappresentò solo un progresso tecnico, ma anche un potente segnale di rinascita nazionale. Per la prima volta, una città italiana si dotava di un sistema di trasporto sotterraneo sul modello delle grandi capitali europee, come Londra e Parigi.
Il servizio regolare per i cittadini iniziò il giorno successivo all’inaugurazione, riscuotendo subito grande interesse e contribuendo a ridefinire la mobilità urbana romana.
Un’eredità ancora viva
Oggi la metropolitana di Roma è cresciuta e si è ampliata con nuove linee e stazioni, ma tutto ebbe inizio quel 9 febbraio 1955. Un evento che resta una pietra miliare nella storia dei trasporti italiani e un esempio di come infrastrutture e visione politica possano incidere profondamente sulla vita quotidiana delle persone.