Energia a portata di mano: meno sprechi e più produzione sostenibile

Energia a portata di mano: meno sprechi e più produzione sostenibile

Da sempre, l’esperienza quotidiana ha insegnato all’uomo un principio basilare e logico: quello dei “costi e benefici”. In altre parole, ottenere il massimo risultato possibile con il minimo sforzo, spreco o danno, sintetizzabile nell’idea di raggiungere l’80% dei risultati con il 20% delle azioni.

Eppure, questo principio appare ancora oggi spesso incompreso o addirittura ignorato, soprattutto nel campo dell’energia, nel suo reperimento e nella sua produzione. In questo settore, infatti, si assiste frequentemente all’applicazione del principio opposto: massimo spreco, danno e distruzione a fronte di un minimo risultato utile.

È paradossale, ad esempio, indignarsi giustamente per le petroliere colpite da eventi bellici e per l’enorme inquinamento che ne deriva, e allo stesso tempo accettare – o addirittura favorire – l’occupazione di suolo agricolo vergine per la produzione energetica. Ciò avviene nonostante studi autorevoli, come quelli dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), certifichino che sui soli tetti esistenti in Italia vi sia spazio sufficiente per installare tra i 70 e i 92 GW di impianti fotovoltaici.

Partendo dal presupposto fondamentale che la produzione energetica dovrebbe avvenire a “chilometro zero”, cioè il più possibile nei luoghi in cui l’energia viene consumata, appare evidente come si possano adottare soluzioni alternative e sostenibili. Tra queste, l’installazione di pannelli solari su recinzioni, pareti libere degli edifici, spazi laterali delle infrastrutture ferroviarie (circa 25mila km per lato), autostradali (oltre 8mila km per lato) e stradali.

A ciò si aggiunge il contributo delle nuove tecnologie, come i pannelli solari verticali bifacciali, capaci di catturare l’energia solare dall’alba al tramonto, aumentando significativamente l’efficienza degli impianti. Non va inoltre trascurato il potenziamento degli impianti idroelettrici esistenti e il miglioramento complessivo dell’efficienza energetica attraverso interventi di “repowering”.

Per realizzare concretamente questo modello energetico più razionale e sostenibile, è però necessaria una nuova “sensibilità visiva”, una capacità di leggere e valorizzare gli spazi già disponibili, qualità che ancora oggi appartiene a pochi.


Per i Comitati:
Ninomario Scotece
Antonio Michele Solazzo
Giuseppe Di Biasi
Filomeno Caruso