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Due fronti interessano il massiccio tra Valle Caudina e Foglianise. Squadre antincendio impegnate nelle operazioni di contenimento
VALLE CAUDINA – Il massiccio del Taburno-Camposauro torna a bruciare. Due incendi sono stati segnalati nella giornata di oggi, 22 settembre: il primo nell’area compresa tra Bonea e Bucciano, il secondo nel territorio di Foglianise.
Le fiamme stanno interessando aree boschive, mentre una colonna di fumo è visibile a chilometri di distanza. Numerose segnalazioni riferiscono che l’odore acre della combustione viene avvertito in diversi centri della Valle Caudina, da Arpaia a Montesarchio, fino a Bucciano.
Le squadre antincendio, i Vigili del Fuoco, gli operatori della Protezione Civile e i volontari sono impegnati nelle operazioni di contenimento e spegnimento, nel tentativo di circoscrivere i diversi fronti e impedire un’ulteriore propagazione delle fiamme.
Al momento non risultano diffuse comunicazioni ufficiali relative a persone coinvolte, abitazioni evacuate o pericoli immediati per i centri abitati. Restano inoltre da accertare le cause dei roghi: qualsiasi ipotesi sulla loro eventuale origine dolosa dovrà essere verificata dagli organi competenti.
L’accaduto ha però riacceso la preoccupazione dei cittadini per la tutela del Taburno, considerato il polmone verde della Valle Caudina e un patrimonio fondamentale per la biodiversità, le risorse idriche e le attività agricole del territorio.
Sui social si moltiplicano gli appelli per un rafforzamento della prevenzione attraverso la pulizia del sottobosco, la manutenzione delle strade forestali e delle vasche antincendio, l’impiego di droni e fototrappole e una maggiore sorveglianza delle zone più esposte.
Anche la FAI-CISL IrpiniaSannio ha espresso forte preoccupazione, chiedendo maggiori investimenti strutturali e un intervento straordinario per la salvaguardia del massiccio. Il sindacato ha inoltre ringraziato quanti stanno lavorando per domare le fiamme e mettere in sicurezza la montagna.
Dopo il grave incendio che nelle scorse settimane ha interessato un sito di stoccaggio nell’area industriale di Airola, la Valle Caudina torna così a fare i conti con il fumo e con una nuova emergenza ambientale. Il Taburno brucia ancora e dal territorio si leva una richiesta precisa: più controlli, prevenzione costante e interventi tempestivi prima che un altro pezzo di montagna venga ridotto in cenere.