Gatto ferito e abbandonato a Mugnano del Cardinale: il pronto soccorso non risponde, lo salva l’ENPA

Gatto ferito e abbandonato a Mugnano del Cardinale: il pronto soccorso non risponde, lo salva l’ENPA

Un episodio che scuote le coscienze e riaccende i riflettori sulle gravi carenze nei servizi di emergenza per gli animali. È accaduto domenica mattina a Mugnano del Cardinale, dove un gatto, in evidente stato di sofferenza, è stato notato da due giovani che hanno immediatamente tentato di chiedere aiuto chiamando il pronto soccorso.

Per ore, però, le telefonate sono rimaste senza risposta.

A fare la differenza è stato l’intervento di due volontarie dell’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali), che si sono recate sul posto e hanno provveduto al recupero dell’animale, trasportandolo d’urgenza in una clinica veterinaria privata.

Trauma grave e prognosi incerta

Il gatto presenta un grave trauma facciale e una rottura del palato, lesioni compatibili con un probabile investimento. Secondo i veterinari, l’incidente risalirebbe ad alcuni giorni fa e le condizioni restano critiche, con prognosi riservata.

“Faremo tutto il possibile per garantire le cure necessarie e dare a questo animale una possibilità di sopravvivenza”, fanno sapere dall’ENPA.

Senza i volontari non ce l’avrebbe fatta

L’episodio evidenzia una situazione preoccupante: l’assenza di risposte da parte del servizio di pronto soccorso avrebbe potuto condannare l’animale a una morte lenta e dolorosa. Solo la prontezza dei volontari ha evitato il peggio.

L’ENPA ha voluto ringraziare pubblicamente i due ragazzi che hanno segnalato il caso e le volontarie intervenute, sottolineando ancora una volta l’importanza della rete di volontariato per la tutela degli animali sul territorio.

Le condizioni del gatto restano monitorate e saranno forniti aggiornamenti nei prossimi giorni.Gatto ferito e abbandonato a Mugnano del Cardinale: il pronto soccorso non risponde, lo salva l’ENPA Gatto ferito e abbandonato a Mugnano del Cardinale: il pronto soccorso non risponde, lo salva l’ENPA