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testo e foto Alfredo Cascone
Nella piana del Volturno, vicino alle prime colline del monte Tifata, c’è un posto speciale : La Colombaia di Capua. Situato nel cuore della Campania Felix, una regione che gli antichi consideravano molto fertile e bella, l’Agriturismo La Colombaia di Capua non è solo un posto dove si coltivano prodotti, ma è anche un luogo dove natura e cultura si incontrano.
Un ambiente unico, dove tutto è collegato e in equilibrio. Questo posto è stato creato seguendo i principi dell’agricoltura biodinamica di Rudolf Steiner, che vuol dire che la terra, le piante, gli animali e le persone convivono in armonia. È un luogo dove si può vedere come l’agricoltura possa essere non solo una fonte di cibo, ma anche una forma di arte e di rispetto per la natura.
L’azienda è diventata un punto di riferimento importante in Europa per la biodinamica certificata Demeter, che è il massimo standard internazionale nel suo settore. In questo luogo non si utilizzano fertilizzanti chimici e non si ricorre a scorciatoie per la produzione: la fertilità del terreno viene invece rigenerata con l’aiuto di compost e preparati biodinamici prodotti in casa, che sono in grado di restituire vitalità al suolo e qualità ai prodotti raccolti. Ogni prodotto, che si tratti di ortaggi freschi o di frutta estiva come albicocche, pesche, prugne e mele, può essere tracciato grazie a un codice che indica il giorno e il luogo di raccolta, rendendo completamente trasparente l’intera catena di produzione.
Il nome “La Colombaia” ha una storia molto ricca: deriva da una vecchia torre colombaria costruita alla fine del Seicento, che ancora oggi si trova al centro della tenuta. Intorno a questa torre, ci sono circa 100 ettari di campi che raccontano una lunga storia di agricoltura che dura da migliaia di anni.
Iniziata come una semplice azienda agricola, nel tempo è riuscita a cambiare e a crescere, diventando un agriturismo, un ristorante che serve cibo biologico, una fattoria didattica e un centro culturale. Inoltre, La Colombaia collabora con importanti siti archeologici della zona, come l’Anfiteatro Campano. La dimensione internazionale è parte integrante della sua identità: gran parte della produzione ortofrutticola biodinamica raggiunge le principali catene della grande distribuzione europea, con presenze storiche a Londra e in Germania. Una fiducia costruita sulla capacità di controllare ogni fase produttiva e garantire purezza, gusto e sostenibilità.
Ma La Colombaia non è solo da raccontare, è da vivere. Le visite guidate conducono tra campi, centri di confezionamento e antichi attrezzi agricoli; nei mesi estivi gli ospiti possono partecipare direttamente alla raccolta. L’enoturismo propone degustazioni e percorsi di abbinamento con vini campani, mentre il benessere trova spazio tra SPA, piscine, yoga e meditazione immersi nel verde.
Il progetto arriva a compimento a Giano Vetusto, dove l’azienda ha deciso di allargare la sua idea di economia circolare, unendo allevamento e coltivazione. In questo luogo, il maialino nero casertano e la vacca marchigiana hanno un ruolo importante, non sono solo animali da allevamento, ma aiutano anche a mantenere la fertilità del suolo e la biodiversità. Tra i resti di antichi edifici romani fatti con la tecnica dell’opus reticulatum, grotte di argilla bianca e ricordi del dio Giano, si incontrano passato e futuro.
Non semplicemente produzione, ma utela un paesaggio, rigenera la terra e restituisce senso al tempo agricolo. Visitare questo luogo significa riscoprire che la sostenibilità non è una moda, ma una storia antica che continua a trasformarsi.






