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Il Comitato Pendolari Vesuviani segnala corse soppresse, ritardi e mezzi troppo pieni. La richiesta è di riaprire la ferrovia fino a Napoli.
Andare al lavoro, raggiungere la scuola o rispettare un appuntamento è diventato sempre più difficile per chi viaggia lungo la linea di Baiano della Circumvesuviana. È la denuncia del Comitato Pendolari Vesuviani, che descrive un servizio di bus sostitutivi segnato da corse soppresse, ritardi frequenti e fermate saltate quando i mezzi arrivano già pieni.
Nel comunicato il comitato cita, tra gli altri, il caso di Casalnuovo e lamenta l’incertezza quotidiana per i viaggiatori, che spesso non sanno se e quando passerà un autobus. I pendolari ricordano inoltre che, secondo quanto riferiscono, manca ancora l’applicazione di tracciamento promessa da EAV due anni fa.
Dalla chiusura della ferrovia, sostiene il comitato, i disservizi hanno avuto conseguenze concrete: ritardi sul lavoro, ore di lezione perse, visite mediche e altri appuntamenti mancati. I rappresentanti dei pendolari affermano di aver già segnalato i problemi all’azienda attraverso reclami formali.
La richiesta è la riapertura immediata della ferrovia fino a Napoli, accompagnata da un numero di corse adeguato e da una programmazione affidabile. Nel comunicato il comitato critica anche i tempi dei cantieri e la gestione del servizio, contestando l’attribuzione di premialità ai dirigenti mentre i disagi restano irrisolti.
«Il diritto alla mobilità non può essere elemosinato né somministrato a piccole dosi», conclude la nota firmata da Enzo Ciniglio, presidente del Comitato Pendolari Vesuviani, dal vicepresidente Salvatore Ferraro, da Marcello Fabbrocini del Comitato Civico A. Cifariello Ottaviano e da Salvatore Alaia del Comitato E(A)vitiamolo di Sperone.