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ARZANO — Nel tardo pomeriggio di ieri, mentre le strade del centro erano ancora animate dal traffico e dai passanti, una raffica di colpi d’arma da fuoco ha interrotto la normalità di via Mazzini, trasformando per pochi istanti una strada commerciale in una scena di violenza che ha riportato alla memoria stagioni che molti speravano appartenessero al passato.
La vittima è Armando Lupoli, 49 anni, originario di Casavatore e già noto alle forze dell’ordine. L’uomo è stato raggiunto dai colpi mentre si trovava in auto insieme alla moglie. Secondo una prima ricostruzione, l’agguato sarebbe avvenuto al termine di un inseguimento durato pochi minuti, conclusosi con gli spari in pieno centro cittadino.
Chi era nei paraggi racconta di momenti di forte tensione: il rumore dei motori, poi gli spari, e infine la corsa delle persone a mettersi al riparo. In pochi istanti la strada si è riempita di sirene e di pattuglie delle forze dell’ordine.
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Casoria, insieme ai militari della Tenenza di Arzano, che hanno avviato immediatamente i rilievi e raccolto le testimonianze dei presenti. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione le fasi dell’azione e identificare i responsabili dell’agguato.
L’attenzione degli inquirenti si concentra sul contesto criminale della zona e sugli equilibri tra gruppi legati alla cosiddetta “167”, area storicamente interessata da dinamiche di camorra. Lupoli era ritenuto vicino a quell’ambiente e in passato il suo nome era già comparso in diverse indagini.
Nel 2018, era stato arrestato insieme al cugino Salvatore Lupoli, dopo una rapina a mano armata avvenuta in un supermercato nel Lazio. L’episodio si concluse con un fermo nei pressi del casello autostradale di Ferentino.
L’omicidio di ieri arriva inoltre a pochi mesi di distanza da un altro fatto di sangue, quello che aveva visto vittima Rosario Coppola, circostanza che aveva già acceso i riflettori sulle tensioni presenti nell’area a nord di Napoli.
Per gli investigatori sarà ora fondamentale capire se l’episodio rappresenti un regolamento di conti interno o il segnale di una nuova fase di conflittualità tra gruppi criminali che operano sul territorio.
Intanto, tra i residenti resta la sensazione di una città improvvisamente riportata indietro nel tempo: pochi secondi di violenza che hanno spezzato la routine di un pomeriggio qualunque, lasciando dietro di sé domande, paura e una comunità che prova ancora una volta a fare i conti con l’ombra della criminalità organizzata.