A16, Tutor 3.0 tra Baiano, Monteforte Irpino e Avellino Ovest: Rete Sociale Attiva chiede verifiche su omologazione, taratura e limite degli 80 km/h

A16, Tutor 3.0 tra Baiano, Monteforte Irpino e Avellino Ovest: Rete Sociale Attiva chiede verifiche su omologazione, taratura e limite degli 80 km/h

A16, Tutor 3.0 tra Baiano, Monteforte Irpino e Avellino Ovest: Rete Sociale Attiva chiede verifiche su omologazione, taratura e limite degli 80 km/h
Avv. Almerigo Pantalone

AVELLINO – L’associazione nazionale dei consumatori Rete Sociale Attiva – APS interviene sulle contestazioni elevate attraverso il sistema Tutor 3.0 installato sull’autostrada A16 Napoli-Canosa, nel tratto compreso tra Baiano/Monteforte Irpino e Avellino Ovest, chiedendo chiarimenti e documentazione sulla legittimità dell’installazione e dell’utilizzo del dispositivo per il controllo della velocità media.

L’istanza, datata 2 settembre 2026 e firmata dal segretario generale avv. Amerigo Pantalone, è indirizzata ad Autostrade per l’Italia, al Compartimento Polizia Stradale per la Campania e la Basilicata, alla Sezione Polizia Stradale di Napoli e al Centro Operativo Autostradale di Napoli.

Alla base dell’iniziativa vi sarebbero, secondo quanto riportato dall’associazione, numerose segnalazioni di automobilisti destinatari di verbali relativi a violazioni dei limiti di velocità rilevate attraverso il Tutor. L’attenzione riguarda, in particolare, il tratto in direzione Est tra il km 36+050 e il km 40+000 e, in direzione Ovest, tra il km 36+050 e il km 27+650.

Sotto la lente omologazione e autorizzazioni

Rete Sociale Attiva chiede innanzitutto di conoscere se il Tutor 3.0 utilizzato sul tratto dell’A16 sia stato formalmente omologato e/o approvato dall’autorità competente, domandando gli estremi dei relativi provvedimenti, la versione hardware e software installata e se l’eventuale titolo riguardi espressamente la misurazione della velocità media ai fini dell’accertamento delle violazioni dell’articolo 142 del Codice della Strada.

L’associazione domanda inoltre la documentazione relativa alle autorizzazioni per l’installazione e l’utilizzo, compresi eventuali decreti, nulla osta e accordi tra Autostrade per l’Italia e gli organi di polizia competenti.

Chieste informazioni sulle tarature

Un altro capitolo dell’istanza riguarda taratura e verifiche periodiche. L’associazione vuole conoscere la data dell’ultima taratura dei dispositivi, il soggetto che l’ha effettuata, gli estremi delle certificazioni e la periodicità prevista per i controlli.

Particolare attenzione viene posta alle condizioni dei dispositivi alla data dell’8 giugno 2026 e nelle altre giornate nelle quali sarebbero state rilevate le infrazioni. Vengono richieste anche informazioni su eventuali manutenzioni, sostituzioni di componenti e aggiornamenti software.

Il nodo del limite di 80 km/h

Uno dei punti centrali riguarda le contestazioni nelle quali, secondo l’associazione, sarebbe stato indicato un limite massimo di 80 km/h, con conseguenti verbali anche per superamenti superiori ai 40 km/h.

Rete Sociale Attiva chiede quindi di conoscere quale provvedimento abbia stabilito tale limite, quando sia entrato in vigore, il suo periodo di validità, l’autorità che lo abbia istituito e la relativa segnaletica. Viene inoltre chiesto se gli 80 km/h fossero legati a particolari condizioni della carreggiata, lavori, cantieri o altre esigenze di sicurezza e se il limite fosse stato correttamente presegnalato agli automobilisti.

Richiesto l’accesso alla documentazione

L’associazione domanda anche elementi tecnici sul funzionamento del sistema: portali utilizzati per il calcolo della velocità media, distanza ufficiale tra gli stessi, sincronizzazione temporale degli apparati, procedure per garantire l’affidabilità delle rilevazioni e margini di tolleranza applicati.

Tra i documenti richiesti figurano certificazioni di conformità e taratura, verbali di verifica, report di funzionamento, registrazioni degli interventi di manutenzione e documentazione sugli aggiornamenti di software e firmware.

Con l’istanza viene infine chiesto di confermare che i dispositivi Tutor utilizzati sul tratto interessato fossero in possesso di tutti i titoli previsti, regolarmente installati, sottoposti alle verifiche e alle tarature e funzionanti nelle date delle rilevazioni.

Rete Sociale Attiva precisa che l’iniziativa nasce con l’obiettivo di tutelare gli automobilisti destinatari dei verbali e garantire la massima trasparenza. L’associazione si riserva, dopo aver esaminato la documentazione richiesta, di valutare eventuali ulteriori iniziative e segnalazioni alle autorità competenti qualora dovessero emergere profili di irregolarità.

Al momento, dunque, l’istanza pone una serie di quesiti e richieste di verifica: non costituisce di per sé l’accertamento di irregolarità del Tutor o l’annullamento dei verbali, che dovranno essere eventualmente valutati sulla base dei riscontri e della documentazione acquisita.