Jabil Marcianise, Auriemma (Uilm Campania): “Licenziamenti inaccettabili, serve piano industriale di crescita per il territorio”

“Continua la débacle industriale nel territorio casertano: anche Jabil ha scelto la strada dei licenziamenti per 190 lavoratori dello stabilimento di Marcianise. Chiediamo un intervento forte e deciso affinché l’azienda ritiri i licenziamenti annunciati e produca un piano industriale di crescita per il territorio”. Queste le parole del segretario generale Uilm Campania, Crescenzo Auriemma, commentando la decisione della società americana, che opera nel settore della produzione di componenti e circuiti elettronici, di avviare la procedura di licenziamento collettivo. Il leader dei metalmeccanici della Uil considera quanto comunicato ai lavoratori, venerdì 23 settembre, “una scelta inaccettabile, soprattutto se si pensa che Jabil, negli anni scorsi, ha assorbito alcune aziende del territorio garantendo la piena occupazione, ma poi così non è stato”.

“La vice ministro Todde ha richiamato un accordo con la newco Tme che ha promesso di assumere i lavoratori di Jabil in eccedenza, ma – ha proseguito Auriemma – si dimentica, senza nulla togliere alla bontà dell’accordo Tme, che in questi anni la Jabil ha trasferito un nutrito gruppo di lavoratori presso la Softlab. Procedura che è stata resa possibile grazie a un corposo bonus all’azienda, in virtù di un accordo siglato con il Mise, e che quei lavoratori sono da anni in cig senza mai aver messo piede in fabbrica”.

Secondo il segretario generale della Uilm “questa è la preoccupazione di chi dovrebbe trasferirsi”. “Riteniamo che Jabil debba illustrare un progetto industriale nel quale disegni il futuro di Caserta. Non è possibile che quest’azienda ogni due anni presenti un piano di licenziamento e chiediamo al Governo di intervenire per far ritirare quanto annunciato. Caserta sta vivendo un periodo di deindustrializzazione: gli insediamenti fatti con il sostegno del Governo si stanno rivelando fallimentari provocando perdita di posti di lavoro e chiusure di siti industriali”, ha concluso Auriemma.