Alta Irpinia denuncia “l’eolico selvaggio”: appello dei comitati al presidente della Regione Campania Roberto Fico

Alta Irpinia denuncia “l’eolico selvaggio”: appello dei comitati al presidente della Regione Campania Roberto Fico

Alta Irpinia, 10 marzo 2026 – I comitati territoriali dell’Alta Irpinia lanciano un appello al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, chiedendo un intervento urgente contro quella che definiscono una crescente “speculazione energetica” sul territorio.

Secondo quanto riportato nella lettera indirizzata alla Regione, il territorio altoirpino sarebbe interessato da un forte sviluppo di impianti energetici, in particolare eolici e fotovoltaici, che i comitati giudicano ormai fuori controllo.

I numeri dell’espansione energetica

Nel documento si evidenzia che in Alta Irpinia sono state installate finora circa 420 grandi pale eoliche e 150 di dimensioni minori, per una potenza complessiva stimata intorno ai 650 megawatt. A queste si aggiungerebbero altri 130 aerogeneratori in progetto, che porterebbero ulteriori 700 megawatt di potenza installata.

Oltre agli impianti eolici, il territorio sarebbe attraversato da imponenti elettrodotti da 150, 220 e 380 kV e sarebbe interessato da nuove richieste di autorizzazione per 200 ettari di impianti fotovoltaici su suolo agricolo, insieme a 12 sistemi di accumulo energetico (BESS) e alle relative infrastrutture di collegamento.

Pianificazione regionale e scadenze normative

I comitati segnalano inoltre che gran parte di questi interventi sarebbe stata realizzata in assenza di strumenti di pianificazione energetica e territoriale, citando la mancata approvazione del PEAR (Piano Energetico Ambientale Regionale) e del PTTR (Piano Territoriale Regionale) da parte della precedente giunta.

La situazione, sottolineano, diventa ancora più urgente considerando la scadenza del 22 marzo 2026, prevista dal Decreto-Legge 22 novembre 2025 n.175, che riguarda la definizione delle aree idonee per gli impianti energetici e il rischio di commissariamento in caso di mancata decisione.

Le richieste dei comitati

Nel documento i rappresentanti dei comitati chiedono alla Regione Campania una serie di misure immediate, tra cui:

  • una moratoria sulle autorizzazioni già in corso e su quelle future;

  • interventi di repowering degli impianti esistenti per ridurre il numero di pale e bonificare le aree utilizzando i fondi delle fideiussioni;

  • l’interramento degli elettrodotti da 150 e 220 kV, con l’obiettivo di restituire suolo all’agricoltura;

  • il riconoscimento dell’energia come bene comune, analogamente all’acqua.

I comitati ricordano inoltre che nel 2016 il Consiglio Regionale dichiarò l’area “zona satura” per l’eolico, sottolineando anche le caratteristiche delicate del territorio: alta sismicità, rischio idrogeologico e presenza di agricoltura di pregio.

Il tema della Via Appia

Tra le preoccupazioni evidenziate vi è anche la tutela della Via Appia, che attraversa l’area e rappresenta un importante elemento storico e paesaggistico.

Proposte per una transizione energetica diversa

Pur ribadendo il pieno riconoscimento del ruolo delle fonti di energia rinnovabile, i comitati chiedono alla Regione di favorire modelli energetici più diffusi e partecipati, come:

  • comunità energetiche;

  • autoproduzione e autoconsumo;

  • strumenti come il reddito energetico.

Infine, nel documento si evidenzia che gli impianti energetici – secondo i comitati – non sarebbero soggetti al codice degli appalti e godrebbero di esenzioni fiscali, mentre le compensazioni economiche previste dalla legge sarebbero spesso “unilaterali e difficilmente controllabili”.

La lettera è firmata dai rappresentanti dei comitati territoriali: Ninomario Scotece, Antonio Michele Solazzo, Giuseppe Di Biasi e Filomeno Caruso, che chiedono la presenza diretta del presidente della Regione in Alta Irpinia per avviare un confronto con le strutture regionali competenti.