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di Nando Silvestri
Dai dati su mutui, prestiti personali e credito al consumo salta fuori un aspetto alquanto intrigante: gli irpini sembrano più prudenti dei campani quando si tratta di indebitar
si. Da sempre redditi bassi e bisogni alti spingono le famiglie a ricorrere al credito, soprattutto per comprare casa e auto. Però, in Irpinia questa spinta incontra più freni. Dietro c’è un disegno più grande. Con l’euro e con la BCE, l’UE ha fatto del debito lo strumento principale per tenere sotto controllo le masse. Non è un caso. Basti ricordare come nasce la banconota. La BCE la stampa spendendo pochi centesimi. Poi quella stessa banconota viene prestata agli Stati, ma passando prima dalle banche private. In cambio lo Stato deve dare BTP, ovvero Buoni del Tesoro come garanzia, alla stregua di promesse di pagamento futuro. Questa è la cosiddetta “operazione di mercato aperto”.
Risultato: la banconota entra subito nel passivo del bilancio del paese che la riceve. Va a sommarsi al debito pubblico già esistente, con tutti gli interessi maturati, vecchi e nuovi.
Ogni biglietto da 100€ costa quasi nulla da produrre, ma viene venduto allo Stato per 100€ pieni e reali. Dopo vengono aggiunti anche gli interessi: il costo della banconota prestata. Per questo sulla moneta cartacea da 100€ la BCE realizza un guadagno di oltre 102€, al lordo degli interessi e al netto dei costi di stampa.
La BCE non è un ente di beneficenza. È una società costituita sulla base di azioni possedute dagli azionisti. I soci sono le banche centrali nazionali del SEBC, il Sistema Europeo delle Banche Centrali. Gli utili che la Banca Centrale incassa in vari modi, vengono poi girati agli azionisti.
Questo privilegio si chiama “signoraggio”. Termine medievale che rievoca l’ agio del sovrano e che suscita non poche perplessità e molti dubbi legittimi. Nel libro “La Moneta del Mondo” del prof. Patalano dell’Università Federico II di Napoli si dice che il signoraggio serve a “garantire la stabilità finanziaria” ai paesi e uropei.
Ma di quale stabilità si tratta? Quella di chi lavora 10 ore per portare a casa 100€ o quella della BCE che in pochi secondi crea dai nulla moneta circolante detta “M0” , trasformandola in debito per lo Stato, con tanto di interessi da corrispondere?
E chi paga alla fine il debito che lo Stato contrae se non i contribuenti ? La domanda ha natura retorica. Il debito si sostiene e si rinnova con le tasse sempre più alte che paghiamo. Non è populismo, è matematica. È la contraddizione di un sistema dove la stessa moneta nasce già sottoforma di debito.
Ezra Pound, economista di grande spessore intellettivo, lo chiamava “debito usurante”. E in un sistema fondato così, anche il cittadino è costretto a indebitarsi per sostenersi nel tempo e nello spazio. Il Taeg è il costo reale di un prestito: tasso + spese di gestione del prestito stesso. Il Tasso Annuo Effettivo Globale sale quando cresce il tasso della BCE e quando aumenta l’inflazione. Gli ultimi rincari del tasso da parte della BCE e la speculazione sull’energia hanno fatto schizzare il Taeg da circa l’1% del 2021 all’ 11% attuale.
Effetto in Irpinia: -20% di richieste di prestito negli ultimi 5 anni. Paradossalmente però gli irpini pagano un Taeg più alto degli altri, proprio perché hanno redditi più bassi.
A Napoli è l’opposto. Redditi più alti, costo della vita più alto, e quindi più ricorso al credito. I napoletani usano più spesso soldi presi in prestito. Gli irpini invece preferiscono pagare in contanti e stare più tranquilli: magari preferiscono rinunciare ad un bene piuttosto che acquistarlo a debito.
A livello nazionale chi si indebita di più sono Roma, Milano e Bologna. Chi si indebita di meno è a ragion veduta un essere pensante e autodeterminato che riesce a tenersi fuori, almeno in parte, dal meccanismo finanziario che ha normalizzato il debito come se fosse una cosa naturale e indispensabile.