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AVELLINO-Ci sono traguardi che superano il valore di un semplice pezzo di carta, diventando ponti sospesi tra il passato, il presente e il futuro. La laurea di Renata Ruzza è esattamente uno di questi: un giorno speciale, atteso, sudato e finalmente conquistato con una determinazione incrollabile.
Oggi la testa di Renata è cinta dalla meritata corona d’alloro, ma il suo cuore è rivolto altrove. In questo momento di immensa gioia, il primo pensiero della neo-dottoressa è andato alla sua famiglia, porto sicuro e pilastro fondamentale del suo percorso, e soprattutto a una persona che, pur non potendo essere fisicamente presente a stringerle la mano, è stata la sua guida silenziosa in ogni notte passata sui libri.
Questa laurea ha un sapore dolce e profondo, perché è interamente dedicata al suo papà, il Brigadiere Michele Ruzza, scomparso qualche anno fa. Un uomo che ha servito lo Stato con onore e che ha lasciato un vuoto incolmabile, ma anche un’eredità morale fatta di sacrifici, rettitudine e amore incondizionato.
