ACCADDE OGGI. 21 febbraio 2001: il delitto di Novi Ligure che sconvolse l’Italia

ACCADDE OGGI. 21 febbraio 2001: il delitto di Novi Ligure che sconvolse l’Italia

Il 21 febbraio 2001 l’Italia fu scossa da uno dei casi di cronaca nera più sconvolgenti degli ultimi decenni: il delitto di Novi Ligure. In un appartamento della cittadina piemontese vennero uccisi Susy Cassini, 41 anni, e il figlio undicenne Gianluca De Nardo.

In un primo momento a lanciare l’allarme fu la figlia della donna, Erika De Nardo, allora sedicenne, che raccontò di un’aggressione compiuta da sconosciuti. Tuttavia, nel giro di poche ore, le indagini dei carabinieri portarono a una verità diversa e drammatica: la giovane confessò il duplice omicidio, compiuto con l’aiuto del fidanzato Omar Favaro, di 17 anni.

La dinamica del delitto

Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’omicidio avvenne all’interno dell’abitazione familiare. Le vittime furono colpite con numerose coltellate. Dopo il delitto, i due tentarono di simulare una rapina per depistare le indagini.

Il movente, emerso nel corso degli interrogatori e del processo, fu ricondotto a tensioni familiari e al desiderio dei due giovani di vivere liberamente la loro relazione, ostacolata dall’ambiente domestico.

Un caso che sconvolse l’opinione pubblica

La giovane età degli autori del delitto e la brutalità dell’omicidio provocarono un forte impatto mediatico e sociale. Il caso aprì un ampio dibattito su temi come il disagio giovanile, il ruolo della famiglia, l’influenza dei media e la responsabilità penale dei minori.

Il processo e le condanne

Erika De Nardo e Omar Favaro furono processati dal Tribunale per i Minorenni. Nel 2001 Erika venne condannata a 16 anni di reclusione, mentre Omar ricevette una pena di 14 anni. Entrambi beneficiarono delle riduzioni previste per i minori e, dopo aver scontato le pene, hanno intrapreso percorsi di reinserimento nella società.

Una ferita ancora aperta

A distanza di anni, il delitto di Novi Ligure resta una tragedia simbolo della cronaca italiana contemporanea. La vicenda continua a suscitare riflessioni profonde sulle fragilità dell’età adolescenziale e sulla necessità di ascolto, prevenzione e supporto nelle relazioni familiari.

Una pagina dolorosa della storia recente che continua a interrogare coscienze e società.