AVELLINO. Alberto Savinio a 130 anni dalla nascita Sabato 25 settembre alle ore 18.30

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Il Circolo culturale “Amici del MdAO” riprenderà le sue attività pubbliche di promozione della Storia dell’Arte e della cultura dopo la chiusura per la Pandemia di SARS CoV 2.
Per sabato prossimo 25 settembre alle ore 18.30 organizzerà il Seminario di Storia dell’Arte: “Alberto Savinio a 130 anni dalla nascita”, presso il salone del Circolo della Stampa di Avellino, sito in Corso Vittorio Emanuele civico 6.
Sempre presso il Circolo della Stampa di Avellino sabato 27 novembre 2021 alle ore 18.30 organizzerà il Seminario di Storia dell’Arte: “ Eugenio Viti e il suo Novecento”.
Inoltre da giovedì 23 dicembre 2021 a domenica 26 dicembre 2021 sempre presso il salone del Circolo della Stampa di Avellino si terrà la mostra d’arte: “ I pittori avellinesi del XIX secolo”.
Per partecipare all’evento sarà necessaria la prenotazione tramite mail a mdao@libero.it e  l’esibizione all’ingresso del Circolo della Stampa del GREEN PASS.
La relazione sarà affidata al critico d’arte Prof. Stefano Orga, che tratterà il tema “Le arti visive di Savinio e la sua Metafisica”.
Il seminario sarà coordinato dalla Dott.ssa Stefania Marotti, giornalista.
Intervengono: Dott. Antonio Carpentieri (cultore di storia locale), Dott. Antonio Limongelli (cultore d’arte), Dott. Gaetano Arciuolo (cultore d’arte), Sac. Don Gerardo Capaldo.
Come pittore e disegnatore Alberto Savinio (1891-1952) giocò sui dati della mitologia e della storia, realizzando sovente lavori fra l’onirico e l’ironico.
In occasione dell’evento culturale saranno presentate le opere figurative originali di Savinio: Le Pêre Eternel contemple la marquette du Paradis Terrestre (1930) e Figurino maschile per l’opera Armida (1952).
L’evento sarà promosso dal Circolo culturale degli ” Amici del MdAO“, con la collaborazione dell’Associazione Culturale ACO e del MdAO – Art Museum.
Per informazioni e contatti: mdao@libero.it.
Biografia essenziale dell’artista:
Albero Savinio è nato ad Atene nel 1891, alla nascita il nome era Andrea de Chirico, fratello di Giorgio de Chirico. Mentre il fratello maggiore si era avviato allo studio della pittura al Politecnico di Atene, Savinio studiò da sempre musica diplomandosi giovanissimo in pianoforte ad Atene. Alla morte del padre l’intera famiglia si trasferì per un breve periodo in Italia, per poi trasferirsi in maniera stabile a Monaco di Baviera. Qui entrambi i fratelli furono influenzati dalla cultura tedesca, l’uno guardando alla pittura di Arnold Böcklin, l’altro apprezzando la musica di Wagner, ed entrambi rimanendo affascianti dal pensiero di Nietzsche e Schopenhauer. Nel 1910 decise di continuare il suo percorso formativo a Parigi avvicinandosi alla cerchia di personalità che ruotavano attorno al poeta Guillame Apollinaire: fece amicizia con molti artisti vicini alle avanguardie come PicassoMac Jacob e Francis Picabia e in questo ambiente pubblicò il suo primo testo poetico in francese che prevedeva anche composizioni musicali che accompagnavano il testo. Allo scoppio della prima guerra mondiale entrambi i fratelli de Chirico furono assegnati alla città di Ferrara dove conobbero i pittori Filippo De Pisis e Carlo Carrà, che furono i primi interlocutori con cui si confrontarono sui temi della nascente Pittura Metafisica. Dopo un’intensa produzione di testi di estetica e di sceneggiature per spettacoli teatrali, Savinio si trasferì a Parigi, dove risiedeva anche il fratello, e cominciò a coltivare la passione per la pittura. Dopo questa breve parentesi parigina nel 1933 rientrò definitivamente in Italia dividendosi tra Torino, Milano e Roma, dove mantenne in essere una prolifica produzione sia letteraria che pittorica, esponendo in numerose gallerie, nonché collaborando con alcuni teatri per la realizzazione sia di scenografie che di sceneggiature. Negli ultimi anni della sua carriera – che si interruppe improvvisamente il 5 maggio 1952 – mantenne sempre la sua grande eterogeneità creativa curando, tra gli altri, gli allestimenti e i costumi per l’opera di Gioacchino Rossini “Armid

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