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La modifica potrebbe entrare nella riforma del Testo unico degli enti locali. Sul tavolo anche il ballottaggio al 40% e la sospensione dei consiglieri nominati assessori
ROMA – La partita sul terzo mandato dei sindaci torna al centro dell’agenda politica. La maggioranza starebbe lavorando a una modifica delle attuali regole per consentire ai primi cittadini dei Comuni con oltre 15mila abitanti di candidarsi anche dopo due mandati consecutivi.
Una soluzione potrebbe arrivare entro la fine dell’anno nell’ambito della più ampia revisione del Testo unico degli enti locali (TUEL). La questione, sostenuta da tempo dalla Lega, rappresenterebbe un cambiamento significativo per numerose amministrazioni italiane, dove diversi sindaci oggi non potrebbero ripresentarsi alla scadenza del secondo mandato.
Il confronto all’interno della maggioranza sarebbe dunque entrato in una fase importante. Sul provvedimento potrebbero inoltre registrarsi convergenze anche tra le opposizioni, sebbene contenuti e formulazione definitiva della riforma debbano ancora essere definiti.
Ma il terzo mandato non sarebbe l’unica novità. Tra le ipotesi allo studio c’è anche una modifica del sistema elettorale comunale: niente secondo turno qualora un candidato sindaco raggiunga almeno il 40% dei voti validi al primo turno. Una misura che cambierebbe sensibilmente le strategie elettorali nei Comuni interessati dal ballottaggio.
Un altro intervento riguarda il rapporto tra Consiglio e Giunta. Per i consiglieri comunali chiamati a ricoprire l’incarico di assessore si punta a introdurre il meccanismo della sospensione al posto della perdita definitiva del seggio. In questo modo, una volta terminata l’esperienza in Giunta per dimissioni o revoca, l’eletto potrebbe tornare a occupare il proprio posto in Consiglio comunale.
La riforma resta quindi un cantiere aperto e saranno i prossimi passaggi politici e parlamentari a stabilirne il testo definitivo. Se l’intervento sul terzo mandato dovesse essere confermato, però, cambierebbe già dalle prossime tornate elettorali lo scenario politico di molti Comuni italiani, rimettendo in gioco amministratori che con le norme attuali sarebbero arrivati al termine della propria esperienza da sindaco.