
![]()
AVELLINO – La denatalità continua a lasciare il segno anche sulla scuola irpina. Alla partenza dell’anno scolastico 2026/2027, nelle scuole dell’infanzia e primarie della provincia di Avellino si conteranno complessivamente 20.143 alunni, contro i 20.425 dell’anno precedente.
La differenza è di 282 bambini in meno, corrispondente a una riduzione di circa l’1,4 per cento.
Dietro il dato generale, tuttavia, emerge un quadro più articolato. Alla diminuzione della popolazione scolastica non corrisponde infatti una riduzione proporzionale dell’offerta. In particolare, cresce sensibilmente il tempo pieno nella scuola primaria, mentre il numero complessivo dei posti tra infanzia ed elementari registra persino un lieve incremento.
Il calo maggiore alle elementari
È la scuola primaria a risentire maggiormente della diminuzione degli iscritti.
Gli alunni passano dai 14.103 dello scorso anno ai 13.839 del 2026/2027, con una perdita di 264 unità, pari a circa l’1,9 per cento.
Molto più contenuta la variazione nella scuola dell’infanzia: dai precedenti 6.322 bambini si passa a 6.304, appena 18 in meno.
Un dato particolarmente importante per una provincia caratterizzata da numerosi piccoli comuni e realtà delle aree interne, dove la presenza di una scuola rappresenta spesso anche un servizio essenziale per la tenuta delle comunità.
Nonostante la lieve diminuzione dei bambini, infatti, le sezioni dell’infanzia aumentano da 400 a 402, mentre i posti salgono da 891 a 894.
Boom del tempo pieno: 26 classi in più
La novità più significativa riguarda però la primaria.
Il numero complessivo delle classi scende da 960 a 947, ma a diminuire è soprattutto il modello a tempo normale: da 666 a 627 classi.
La direzione opposta viene invece imboccata dal tempo pieno.
Le classi con orario settimanale di 40 ore passano infatti da 294 a 320, con un incremento di 26 unità.
Ancora più evidente è l’aumento degli studenti coinvolti: erano 4.269 e diventano 4.634, vale a dire 365 bambini in più, con una crescita dell’8,6 per cento.
In sostanza, circa un alunno irpino della primaria su tre frequenterà il tempo pieno.
Un cambiamento che interessa direttamente anche l’organizzazione quotidiana delle famiglie. La permanenza a scuola per un numero maggiore di ore può infatti rappresentare un sostegno per i genitori che lavorano e, allo stesso tempo, ampliare le occasioni educative, laboratoriali e di socializzazione offerte agli studenti.
Aumentano gli alunni con disabilità
Un altro elemento significativo riguarda gli studenti con disabilità, che nella primaria passano da 776 a 839: 63 in più rispetto all’anno precedente.
Un incremento che pone ancora più al centro il tema dell’inclusione, della continuità didattica e della disponibilità di personale e risorse adeguate.
Pur in presenza di 264 bambini in meno, i posti della primaria aumentano leggermente, passando da 1.921 a 1.926.
Sommando infanzia e primaria, dunque, si registrano otto posti in più rispetto all’anno precedente.
Avellino città perde 115 iscritti
Il fenomeno della riduzione demografica appare particolarmente evidente nel capoluogo.
Nelle istituzioni scolastiche con sede ad Avellino, gli iscritti alla primaria diminuiscono da 2.230 a 2.112, con 118 bambini in meno.
L’infanzia registra invece un piccolo incremento, passando da 878 a 881 alunni. Complessivamente, quindi, il capoluogo perde 115 iscritti.
Il quadro provinciale, però, non procede nella stessa direzione ovunque.
Delle 42 reti scolastiche considerate, 25 registrano una diminuzione degli alunni, 16 crescono e una rimane sostanzialmente stabile.
Tra gli incrementi più consistenti figurano Mercogliano, con 40 studenti in più, l’omnicomprensivo “De Sanctis” con 27, Serino con 18 e il “Benedetto Croce” con 17.
Segnali positivi arrivano anche, nel capoluogo, dalla Colombo-Solimena e dalla San Tommaso-Federico II.
Quasi 3,7 milioni con Agenda Sud
Nel nuovo anno scolastico entra in gioco anche Agenda Sud, con risorse destinate al rafforzamento delle competenze e al contrasto della dispersione scolastica.
Per il 2026/2027 risultano coinvolte 34 scuole irpine, destinatarie complessivamente di circa 3 milioni e 696mila euro.
Risorse che assumono un peso particolare in un territorio nel quale il calo delle nascite si intreccia con problemi più ampi: spopolamento, invecchiamento della popolazione e progressiva riduzione dei residenti nei piccoli centri.
La scuola come presidio contro lo spopolamento
I numeri dell’anno scolastico 2026/2027 raccontano quindi due fenomeni che procedono contemporaneamente.
Da una parte c’è una popolazione scolastica che continua a diminuire, soprattutto nella primaria. Dall’altra, almeno per il momento, l’offerta educativa non subisce una contrazione equivalente e mostra anzi un rafforzamento sul fronte del tempo pieno.
La vera sfida dei prossimi anni sarà capire per quanto tempo questo equilibrio potrà essere mantenuto se il numero delle nascite continuerà a diminuire.
Per l’Irpinia la questione scolastica assume infatti un significato che va oltre le aule: nei piccoli comuni mantenere aperta una scuola significa conservare famiglie, servizi e possibilità di futuro.
Ed è proprio per questo che il dato più importante dell’anno che sta per iniziare non è soltanto quanti bambini mancheranno all’appello, ma quale scuola sarà possibile garantire a quelli che resteranno.