Quadrelle verso il voto: il teatro delle liste e dei candidati senza volto

Quadrelle verso il voto: il teatro delle liste e dei candidati senza volto

A poche settimane dall’appuntamento elettorale che, nel prossimo mese di maggio, chiamerà i cittadini di Quadrelle al rinnovo del Consiglio comunale, il clima politico locale sembra sempre più somigliare a un palcoscenico affollato, ma privo di veri protagonisti.

Siamo nella fase delle cosiddette “pre-presentazioni”, un momento che dovrebbe essere dedicato alla costruzione seria e responsabile di progetti amministrativi credibili. E invece, ciò a cui stiamo assistendo è ben altro: un proliferare di iniziative estemporanee, gruppi improvvisati, simboli che nascono e scompaiono nel giro di pochi giorni, liste annunciate ma mai realmente definite e candidati che danno la loro disponibilità a tutte le forze in campo.

È un fenomeno che si ripete, purtroppo, con una puntualità disarmante. Persone che fino a ieri erano lontane dalla vita pubblica si scoprono improvvisamente protagoniste, animate da un entusiasmo che appare più legato alla visibilità personale che a un reale impegno per la comunità. Ma questo protagonismo, spesso, ha il respiro corto: dura il tempo di una foto, di un post, di un annuncio. Poi, al momento delle scelte vere, delle responsabilità, delle candidature ufficiali, tutto svanisce.

Ancora più preoccupante è la nascita di liste che esistono solo sulla carta — o meglio, solo nel logo. Simboli accattivanti, nomi evocativi, ma dietro i quali non si intravede alcun contenuto: nessun programma, nessuna visione amministrativa, nessuna squadra definita. In alcuni casi, neppure i nomi dei candidati. Una politica ridotta a immagine, svuotata di sostanza.

Il sospetto, nemmeno troppo velato, è che molte di queste operazioni siano finalizzate unicamente a ottenere un posto al tavolo delle trattative, a garantirsi una collocazione all’interno delle liste che contano davvero. Una sorta di mercato politico in miniatura, dove il consenso non si costruisce ma si negozia, e dove l’impegno civico rischia di trasformarsi in mera moneta di scambio.

Tutto questo non fa bene a Quadrelle. Non fa bene a una comunità che avrebbe bisogno, oggi più che mai, di serietà, trasparenza e progettualità. Governare un paese non è un gioco, né tantomeno un’occasione per apparire. È un’assunzione di responsabilità che richiede competenza, coerenza e, soprattutto, rispetto per i cittadini.

Sarebbe auspicabile, in questa fase, un cambio di passo. Meno improvvisazione e più contenuti. Meno simboli vuoti e più idee. Meno protagonismo individuale e più spirito di squadra. Perché Quadrelle merita una campagna elettorale all’altezza delle sue esigenze, non una rappresentazione effimera destinata a dissolversi alla prima prova di realtà.

Il tempo delle comparse dovrebbe finire qui. Ora dovrebbe iniziare quello dei protagonisti veri.