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Ci sono giorni in cui il cielo non è solo spazio sopra le nostre teste, ma un velo sottile tra noi e l’eterno. Oggi, 8 febbraio, Sirignano si è svegliata sotto una coltre di nuvole, quasi a voler mettere alla prova la nostra attesa. Ma chi ha fede sa che la luce non si spegne mai, attende solo il momento giusto per rivelarsi.
Quello che è accaduto alle 11:00 non è stato solo un evento di tradizione, ma un brivido che ha attraversato la folla, un istante di commozione pura che solo chi ama questo popolo e il suo Santo può davvero comprendere.
La tradizione si è ripetuta: Sant’Andrea ha abbracciato il suo popolo. Mentre il simulacro varcava la soglia, il sole ha squarciato i cieli nuvolosi con una forza prepotente. La mano di Dio ha illuminato il suo Apostolo, avvolgendolo in un riflesso d’oro che ha scaldato i volti rigati dalle lacrime dei fedeli. In quel momento, il miracolo si è compiuto ancora una volta: la speranza si è riaccesa in ogni cuore.
Vedere Sant’Andrea lì, in mezzo a noi, ci ha ricordato che non siamo mai soli. Le nuvole della vita possono oscurare il cammino, ma la protezione del nostro Santo è quel sole che trova sempre il modo di filtrare.
In questo sacro Reliquiario è racchiusa la nostra storia e la nostra speranza. Davanti a Lui, ogni preghiera trova ascolto.
Sia lode a Sant’Andrea, faro e speranza della nostra terra.
Michele Acierno