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Un altro pezzo “storico” della scuola forinese, proprio all’inizio di questo nuovo anno scolastico, ha raggiunto il meritato traguardo della pensione.
Parliamo di Rino Milano, da tutti conosciuto come Venturino, collaboratore scolastico umile, preciso, sincero, diretto e professionale. Dopo tanti anni di servizio, non sarà più tra i banchi e i corridoi della scuola e potrà finalmente godersi il meritato riposo.
Riportiamo integralmente le sue belle parole, porgendo a Rino i nostri più sinceri auguri:
«Domani, 14 settembre, la scuola riaprirà le sue porte. Ci saranno i bambini con i loro sorrisi, i ragazzi con le loro voci, i docenti pronti a ricominciare, i miei colleghi del personale ATA alle prese con i mille impegni di ogni giorno e la Dirigente a guidare, ancora una volta, questa grande comunità scolastica.
Eppure, quest’anno, tra quei corridoi mancherà qualcuno. Mancherò io.
Dal 1° settembre sono ufficialmente in pensione e, per la prima volta dopo tanti anni, non sarò lì ad accogliere i bambini con quel semplice “Buongiorno” che, nel tempo, è diventato quasi un rito. Un “Buongiorno” apparentemente piccolo, ma che racchiudeva tanto: un saluto, un sorriso, una presenza, il piacere di esserci.
Forse solo adesso mi rendo conto di quanto la scuola sia entrata profondamente nella mia vita. Non è stata soltanto il luogo in cui ho lavorato per tanti anni: è stata una parte importante della mia storia, un pezzo della mia vita fatto di persone, incontri, giornate difficili e giornate bellissime, risate, preoccupazioni, soddisfazioni e, soprattutto, tanti volti che difficilmente potrò dimenticare.
Ho avuto il privilegio di conoscere tantissime persone lungo questo cammino. Alcune sono rimaste soltanto per un tratto, altre hanno condiviso con me molti anni. Ma ognuna, a modo suo, ha lasciato una traccia.
A tutti gli studenti, ai miei colleghi del personale ATA, ai docenti e alla Dirigente Scolastica voglio rivolgere il mio più sincero augurio per questo nuovo anno. Vi auguro di trovare ogni giorno la forza e l’entusiasmo per andare avanti, di raggiungere nuovi traguardi e di raccogliere tante soddisfazioni, non soltanto professionali, ma soprattutto umane.
Ai ragazzi auguro di crescere, di imparare, di credere nei propri sogni e di non smettere mai di guardare al futuro con speranza.
A chi continuerà a lavorare nella scuola auguro di non perdere mai la consapevolezza di quanto sia prezioso ciò che fa: educare, accompagnare, ascoltare e lasciare qualcosa nel cuore delle nuove generazioni.
E poi ci siete voi, tutte le persone che ho incontrato in questi anni. A voi va il mio grazie.
Grazie per le parole scambiate, per i sorrisi, per le giornate condivise, per le difficoltà affrontate insieme e anche per quei momenti che allora potevano sembrare insignificanti, ma che oggi, guardandoli da lontano, diventano ricordi preziosi.
La pensione chiude una pagina professionale della mia vita, ma non cancella ciò che ho vissuto. I ricordi non vanno in pensione. Le emozioni non vanno in pensione. E nemmeno l’affetto per le persone che hanno fatto parte del nostro cammino.
Per questo, il 14 settembre, anche se non sarò fisicamente lì, una parte di me sarà ancora tra quelle mura. E quando sentirete le voci dei bambini nei corridoi, forse qualcuno ricorderà quel mio “Buongiorno”. Io, invece, ricorderò voi.
Conserverò nel cuore questa scuola, i suoi bambini, i suoi ragazzi, i miei colleghi, i docenti, la Dirigente e tutte le persone che ho incontrato lungo il cammino. Un pezzo della mia vita resterà lì, tra quei corridoi, e un pezzo di quella scuola resterà per sempre dentro di me.
A tutti voi, con sincero affetto, auguro un meraviglioso anno scolastico. Buon inizio, buona strada e buon lavoro. Che possiate raggiungere nuovi traguardi e vivere tante nuove soddisfazioni.
E, se mi è permesso, voglio lasciarvi con la parola con cui, per tanti anni, ho iniziato le mie giornate: “Buongiorno a tutti”.
Questa volta non sarà un buongiorno di servizio. Sarà semplicemente il buongiorno di una persona che vi porterà sempre nel cuore.»
Da Bio

