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La Banca Centrale Europea ha deciso di alzare i tassi di interesse di uno 0,25%.
Non è una bella notizia pe Campania e Irpinia Quando la BCE alza i tassi, il denaro costa di più per le banche, e le banche fanno pagare di più a tutti noi: a famiglie, imprese e a chiunque abbia bisogno di un prestito.
Questo aumento è stato deciso in nome dell’austerità. Un’austerità che è conseguenza di scelte sbagliate fatte dalla stessa Unione Europea sull’energia, sull’industria, sulle armi e sulla politica estera.
È un controsenso vero e proprio far pagare di più il denaro a chi ne ha di meno, proprio a causa delle scelte scellerate della fantomatica Europa. Prima l’ Unione l’Europea crea l’inflazione con sanzioni, inopportune scelte energetiche, spese eccessive e false transizioni ecologiche, e poi se la prende coi cittadini per quell’inflazione, chiamandola “rigore”.
Christine Lagarde ha detto che così l’Europa dimostra di essere resiliente. In realtà dimostra di difendere solo gli interessi che non riguardano i cittadini. Come i 14 miliardi di euro del fondo SAFE prenotati dall’Italia per spese militari. Denaro sprecato sul quale si accumuleranno nuovi interessi da pagare a scapito dei contribuenti. E pensare che con pochi miliardi di euro si doterebbe l’ Irpinia di infrastrutture viarie mancanti e virtuosi indotti di filiera del Taurasi. La parola resilienza è diventata solo una scusa, ovvero una provocazione speculativa che cela l’ipocrisia di chi la usa sempre a sproposito. È facile parlare di resilienza quando non hai scelta: è resiliente la famiglia che paga un mutuo più alto, l’artigiano a cui non danno più un prestito, il giovane che non può più comprare casa e si accontenta di lavorare per sopravvivere a malapena.
Alla fine, a pagare sono sempre i più deboli e i più indebitati. I mutui aumentano, i prestiti alle piccole imprese si bloccano, la gente smette di spendere.
E per Natale cosa ci aspetta? Ancora austerità. Soprattutto nei posti che l’Europa si dimentica.
In Campania e soprattutto in Irpinia l’effetto sarà doppio. Qui non c’è chi guadagna con i tassi alti. Ci sono famiglie con il mutuo variabile per la prima casa, imprese edili e agricole che vivono grazie a piccoli prestiti, Comuni che non riescono nemmeno a sistemare una strada.
Un aumento di un quarto di punto deciso a Francoforte vuol dire un cantiere in meno ad Avellino, una cantina che non si ingrandisce a Taurasi, un ragazzo in meno che rimane a vivere a Lioni, ad Avella o a Sant’Angelo dei Lombardi.
Chiamatela come volete, ma non è stabilità. È solo austerità calata dall’alto che per l’Irpinia rischia di rendere ancora più freddo il prossimo inverno.
E almeno evitateci i discorsi di fine anno dei presidenti e le sceneggiate sui controlli dei Nas nei ristoranti. Avete creato un’Europa che prosciuga i risparmi dei lavoratori e della classe media, lasciando che i più poveri e indebitati si stremino di fatica.