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di Antonio Castaldo
Nella giornata nazionale del 20 settembre, il sociologo Antonio Castaldo ricostruisce le vicende di Francesco Iannelli, Carmine Crispo, Domenico Travaglino ed Emanuele Esposito.
Brusciano, 20 settembre 2026 – Quattro storie di cittadini legati a Brusciano per ricordare le scelte e le sofferenze seguite all’armistizio dell’8 settembre 1943. A raccoglierle è il sociologo Antonio Castaldo, con l’assistenza sul web di Giuseppe Pio Di Falco, in un’iniziativa di memoria diffusa attraverso video per IESUS, Istituto Europeo di Scienze Umane e Sociali, e l’associazione Umanitas Viva di Napoli.
L’occasione è la Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la Seconda guerra mondiale, istituita con la legge n. 6 del 13 gennaio 2025 e celebrata ogni 20 settembre. La data ricorda il provvedimento con cui, nel 1943, i militari italiani catturati dai tedeschi dopo l’armistizio furono classificati come internati militari. Molti rifiutarono di collaborare con il nazismo e con la Repubblica Sociale Italiana e furono destinati al lavoro coatto. Fonte: Camera dei deputati.
Tra le vicende documentate da Castaldo c’è quella di Francesco Iannelli, nato a Brusciano nel 1922 e morto in Germania il 20 gennaio 1945 durante il lavoro forzato in una miniera. Per decenni la famiglia ne conservò la fotografia sul proprio loculo nel cimitero di Brusciano, senza conoscere con certezza il luogo della sepoltura. Le ricerche condotte da Castaldo portarono, nel 2012, a individuarne la tomba nel Cimitero Militare d’Onore di Amburgo. La sua storia è raccontata in un video dedicato a Francesco Iannelli.
Carmine Crispo, nato a Cicciano nel 1922 e stabilitosi in seguito a Brusciano, sopravvisse invece all’internamento. Fotografo e pittore, tornò in Germania molti anni dopo per rivedere i luoghi della prigionia e del lavoro coatto. Secondo la ricerca presentata da Castaldo, i documenti degli Arolsen Archives ne attestano anche l’impiego presso la fabbrica August Bilstein di Ennepetal tra il settembre 1944 e l’aprile 1945. Materiali fotografici e testimonianze messi a disposizione dalla famiglia sono raccolti in una presentazione video.
Gli altri due percorsi ricordati riguardano la Resistenza. Dopo l’8 settembre, Domenico Travaglino, nato a Brusciano nel 1922, sfuggì alla cattura e, secondo la ricostruzione di Castaldo, prese parte alla lotta contro l’occupazione tedesca. Rimase ferito e subì l’amputazione di una gamba; nel dopoguerra lavorò come funzionario pubblico. A lui è dedicato un video di testimonianza.
In Piemonte combatté invece Emanuele Esposito, nato a Brusciano nel 1920, sottotenente dell’Aviazione e partigiano con il nome di battaglia “Sbarazzino”. La sua vicenda è ricordata nelle ricerche sul contributo dei meridionali alla Liberazione nel Nord Italia.
Sono esperienze diverse — due legate all’internamento e due alla lotta partigiana — che mostrano quanto le conseguenze dell’8 settembre abbiano segnato anche le famiglie di Brusciano. «Porto a conoscenza solo alcuni casi raccolti per preservare la memoria di quanti si sono sacrificati per la Patria, la libertà e la pace», afferma Castaldo, richiamando valori da difendere nel rispetto della Costituzione e della convivenza tra i popoli.
