Napoli, scoperta stamperia clandestina: tre arresti e banconote false per circa 400mila euro

Napoli, scoperta stamperia clandestina: tre arresti e banconote false per circa 400mila euro

Sequestrati oltre 12mila biglietti da 20 e 50 euro. Secondo gli investigatori, la produzione avveniva tra una tipografia nei pressi di Capodichino e un laboratorio a Chiaia.

Una produzione di banconote false organizzata su due siti operativi, con una prima fase di stampa nei pressi dell’aeroporto di Capodichino e successive lavorazioni in un laboratorio nel quartiere Chiaia. È il sistema descritto dalla Procura della Repubblica di Napoli nel comunicato del 7 ottobre 2026, relativo a un’operazione della Guardia di Finanza che ha portato all’arresto di tre persone e al sequestro di oltre 12mila banconote contraffatte.

Gli arresti sono stati eseguiti il 29 settembre, nell’ambito delle indagini coordinate dalla Sezione III Criminalità Economica della Procura. A intervenire sono stati il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli e il Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza di Roma. Secondo quanto riferito dagli inquirenti, i tre soggetti, di origine partenopea, sono stati sorpresi durante una perquisizione mentre erano intenti a fabbricare valuta contraffatta.

La ricostruzione investigativa individua una filiera articolata: le banconote sarebbero state inizialmente prodotte in una tipografia vicino a Capodichino, per poi essere trasferite a Chiaia. Qui, in un immobile allestito come stamperia clandestina, venivano effettuate le operazioni di rifinitura prima della prevista immissione in circolazione.

Nel laboratorio sono state rinvenute e sequestrate oltre 12mila banconote nei tagli da 20 e 50 euro, per un valore facciale complessivo di circa 400mila euro. Secondo l’ipotesi investigativa, i biglietti erano pronti per essere introdotti illecitamente nel circuito economico.

Il sequestro ha riguardato anche macchinari professionali, tra cui stampanti digitali, una plastificatrice, una taglierina e una stampante per etichette, oltre a computer, supporti informatici e telefoni cellulari. Recuperati inoltre centinaia di fogli con imitazioni delle filigrane, migliaia di supporti adesivi destinati alla riproduzione degli elementi di sicurezza e strisce olografiche contraffatte.

I primi accertamenti sui biglietti sequestrati avrebbero evidenziato una tecnica di falsificazione riconducibile alla filiera del cosiddetto “Napoli Group”, indicato dalla Procura come un network conosciuto a livello internazionale per la qualità delle contraffazioni. Le apparecchiature impiegate e la riproduzione degli elementi di sicurezza avrebbero permesso di ottenere banconote significativamente somiglianti a quelle autentiche.

Durante le attività è stato trovato anche materiale apparentemente destinato alla falsificazione di documenti d’identità: prove di stampa di copertine di passaporti italiani e riproduzioni degli ologrammi delle carte d’identità elettroniche. Sequestrate anche fatture relative all’acquisto di attrezzature e prodotti per l’editoria, oltre ad alcuni orologi e monili.

I tre arrestati, che secondo il comunicato hanno precedenti specifici per falsificazione monetaria, sono stati condotti nel carcere di Napoli-Poggioreale. Il 2 ottobre il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli ha convalidato gli arresti.

Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari: gli indagati devono essere considerati innocenti fino a una sentenza definitiva.