Attentato a Sigfrido Ranucci, svolta nelle indagini: tra i quattro arrestati due residenti ad Avella e uno a Sperone.

Attentato a Sigfrido Ranucci, svolta nelle indagini: tra i quattro arrestati due residenti ad Avella e uno a Sperone.

Una svolta importante nelle bindagini sull’attentato dinamitardo ai danni del giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci. Nella mattinata di martedì 30 giugno i Carabinieri del Nucleo Investigativo, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Roma, hanno eseguito quattro misure cautelari nei confronti delle persone ritenute responsabili dell’esecuzione materiale dell’attentato avvenuto nella notte tra il 16 e il 17 ottobre 2025 davanti all’abitazione del giornalista, a Campo Ascolano, nel territorio di Pomezia.

L’operazione ha avuto un forte impatto anche nel Mandamento Baianese. Tra gli arrestati figurano infatti Marika De Filippis e Pellegrino D’Avino, entrambi residenti ad Avella, oltre a Saverio Mutone, residente a Sperone. Il quarto destinatario della misura cautelare è Antonio Passariello, residente a Cicciano, in provincia di Napoli.

L’inchiesta è coordinata dal procuratore di Roma Francesco Lo Voi e dal sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia Carlo Villani. Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe costituito il commando incaricato di eseguire l’attentato intimidatorio nei confronti del giornalista.

Le indagini hanno permesso di ricostruire nel dettaglio le fasi preparatorie dell’azione. Sei giorni prima dell’attentato, tre componenti del gruppo avrebbero effettuato un sopralluogo nella zona per studiare l’abitazione e le abitudini della vittima. Successivamente, due di loro avrebbero trasportato e collocato l’ordigno esplosivo, poi fatto detonare durante la notte. Gli accertamenti tecnici, supportati dalle immagini di videosorveglianza, dall’analisi dei tabulati telefonici e dagli esami scientifici effettuati dai Carabinieri, hanno consentito di ricostruire gli spostamenti del commando e di individuare i presunti responsabili.

Agli arrestati vengono contestati, a vario titolo, i reati di detenzione, porto e utilizzo di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento aggravati dall’aver agito con il metodo mafioso. Secondo la Procura, il gruppo avrebbe operato su incarico di altri soggetti e dietro compenso economico. Proprio per questo motivo le indagini non si fermano agli esecutori materiali, ma proseguono per individuare chi avrebbe commissionato l’attentato.

La notizia ha suscitato particolare clamore in Irpinia e nel Baianese, dove la presenza di tre persone residenti tra Avella e Sperone tra gli arrestati ha inevitabilmente richiamato l’attenzione dell’opinione pubblica. Resta naturalmente fermo il principio della presunzione di innocenza: la responsabilità degli indagati dovrà essere accertata nel corso del procedimento giudiziario.

L’arresto del presunto commando rappresenta comunque un passaggio fondamentale nell’inchiesta su uno dei più gravi episodi intimidatori nei confronti di un giornalista italiano degli ultimi anni. Gli investigatori sono ora concentrati sull’individuazione dei mandanti, per chiarire chi abbia ordinato e finanziato l’attentato contro Sigfrido Ranucci e quale fosse il reale movente dell’azione criminale.