Baiano: dall’abbandono dei rifiuti a “Benvenuti al Sud”

Baiano: dall’abbandono dei rifiuti a “Benvenuti al Sud”

di Carlotta Colucci

Siamo ben lontani dall’uomo della clava, eppure a volte si supera un limite oltre il quale la tolleranza civica rischia di trasformarsi in rassegnazione.

Siamo a Baiano, nel quartiere delle Scuole Medie, dove da mesi un’area che dovrebbe essere frequentata dai bambini per giocare e divertirsi, da chi porta a spasso il proprio cane o semplicemente da chi desidera fare una passeggiata all’aria aperta, restituisce uno scenario ben diverso: scatole, sacchetti e rifiuti di vario genere vengono abbandonati lungo la strada e ai margini dei marciapiedi.

Vivere in una zona del paese significa condividere gli spazi, rispettare le regole basilari della convivenza e contribuire alla tutela del decoro comune. Eppure c’è chi sembra considerare questo quartiere una sorta di zona franca, ignorando ogni principio di civiltà e arrivando, in alcuni casi, a creare situazioni potenzialmente pericolose anche per i passanti.

Per chi abita qui, convivere con questa situazione è diventato sempre più difficile. Gli spazi che frequentavamo da bambini sembrano aver superato da tempo il limite del degrado, offrendo un pessimo biglietto da visita per una zona che meriterebbe ben altra attenzione.

Non sembra più trattarsi soltanto di distrazioni o di episodi occasionali, ma di comportamenti che si ripetono nel tempo. E certe modalità riescono talvolta a superare perfino l’immaginazione, regalando uno spettacolo che potrebbe sembrare cinematografico se non fosse, invece, tremendamente reale.

Non ci si limita all’abbandono dei rifiuti fuori dagli orari o dai luoghi consentiti e al mancato rispetto delle modalità previste per la raccolta differenziata. Tra gli episodi segnalati nel quartiere ci sarebbe persino il lancio di sacchetti dell’immondizia direttamente dai balconi delle abitazioni.

Una pratica sconsiderata che richiama inevitabilmente alcune scene tragicomiche del celebre film Benvenuti al Sud. Nella vita reale, però, di comico resta ben poco: un sacchetto lanciato dall’alto può trasformarsi in un pericolo concreto per chi si trova a camminare sul marciapiede o nei vicoli della zona.

Tra i residenti prevale spesso il silenzio e la situazione finisce così per essere tollerata, entrando quasi a far parte della quotidianità.

Io vivo in questo quartiere da 19 anni e, da qualche tempo, il lancio dei sacchetti dell’umido e l’abbandono di scatole e scatoloni sembrano quasi essere diventati discipline olimpiche.

Non ho scelto la strada del silenzio.

Credere nella legalità e partecipare attivamente alla vita della propria comunità significa anche intervenire quando qualcosa non funziona. Nel tempo sono state inoltrate diverse segnalazioni alle autorità competenti, nella speranza che la situazione potesse cambiare. Ad oggi, però, per chi vive quotidianamente il quartiere, i risultati appaiono ancora insufficienti.

Non è più accettabile che i comportamenti di pochi compromettano la serenità, il decoro e la sicurezza di un’intera zona. Le istituzioni e la Polizia Locale sono chiamate a prestare attenzione alle segnalazioni dei cittadini, intensificando i controlli e intervenendo, laddove vengano accertate violazioni, con gli strumenti e le sanzioni previsti.

Ma il primo passo spetta anche a noi residenti.

La bellezza e la vivibilità del nostro quartiere non possono essere sacrificate ai comportamenti di chi pensa di poter fare ciò che vuole, senza preoccuparsi della dignità degli spazi comuni e della sicurezza del prossimo. Prendersi cura del luogo in cui viviamo significa rispettarlo ogni giorno, perché il decoro di un paese non dipende soltanto dalle istituzioni, ma anche dal comportamento di ciascuno di noi.

La speranza sarà anche l’ultima a morire.

Ma adesso servono fatti.                                                                                                                                                                                                                                                                              Baiano: dall’abbandono dei rifiuti a “Benvenuti al Sud” Baiano: dall’abbandono dei rifiuti a “Benvenuti al Sud” Baiano: dall’abbandono dei rifiuti a “Benvenuti al Sud”