Avellino, operazione dei Carabinieri: cinque misure cautelari per armi clandestine e ricettazione

Avellino, operazione dei Carabinieri: cinque misure cautelari per armi clandestine e ricettazione

I Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino hanno eseguito nella mattinata di oggi cinque misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati, ritenuti gravemente indiziati – allo stato delle indagini – dei reati di porto e detenzione illegale di armi e munizionamento, oltre che di ricettazione.

Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Avellino, su richiesta della Procura della Repubblica, a conclusione delle indagini coordinate dall’ufficio inquirente e condotte dai Carabinieri della Compagnia di Sant’Angelo dei Lombardi.

Le misure cautelari riguardano cinque persone residenti in diversi comuni della provincia: per quattro di loro è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre per un quinto indagato sono stati disposti gli arresti domiciliari.

Le indagini hanno preso avvio dal ritrovamento di un fucile rubato, accuratamente nascosto in una zona isolata. L’arma, secondo quanto emerso dagli accertamenti, era stata modificata illegalmente con le canne mozzate, alterazione che ne facilitava il trasporto e l’occultamento, aumentandone allo stesso tempo la capacità offensiva.

Nel corso dei successivi approfondimenti investigativi, i militari dell’Arma hanno individuato e sequestrato ulteriore materiale illegalmente detenuto, tra cui due fucili provento di furto, una pistola priva di matricola, numerose cartucce di vario calibro e altri componenti riconducibili ad armi da fuoco.

Gli accertamenti hanno inoltre consentito agli investigatori di ricostruire il contesto in cui le armi venivano occultate, individuando i luoghi utilizzati per nasconderle e i presunti responsabili della loro detenzione.

L’applicazione delle misure cautelari è stata ritenuta necessaria in considerazione del concreto pericolo che gli indagati potessero commettere ulteriori gravi reati.

Le indagini sono tuttora in corso e, come previsto dalla legge, gli indagati sono da ritenersi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.