
![]()
di Saverio Bellofatto
Ci sono artisti che scolpiscono il legno e artigiani che lo ascoltano. Elia Napolitano fa entrambe le cose. Alla rassegna Percorsi d’Arte, promossa dalla Pro Loco Baiano e da La Piccola Cometa — spazio artistico culturale della Festa della Nocciola (11-13 settembre 2026, Teatro Colosseo di Baiano) — sarà presente con le sue raffinate sculture lignee da collezione, cesellate nel suo super attrezzato laboratorio. Geometra di professione e funzionario dell’Ufficio Tecnico Comunale di Sperone, Napolitano è erede di una tradizione familiare scandita da sei generazioni di provetti falegnami. Una genealogia che non pesa come un retaggio, ma che vive nelle sue mani come memoria sapiente. Le sue opere non sono semplici sculture. Sono autentici capolavori in legno scolpito e inciso dove la tecnica del mastro ebanista incontra il gesto dell’artista. Le sue figure, i suoi cavalli, non hanno mai staticità: vibrano, si contraggono, scattano. Sembrano trattenere il respiro un attimo prima del movimento. Davanti al suo lavoro viene naturale pensare ai grandi maestri della scultura lignea. C’è la sacralità tormentata di Donatello e di Tilman Riemenschneider, c’è il virtuosismo barocco dell’inglese Grinling Gibbons, capace di far diventare il legno pizzo. E per arrivare al contemporaneo, c’è la forza iperrealista e introspettiva di Bruno Walpoth e di Gehard Demetz, c’è la poesia organica e vegetale di Giuseppe Penone. Ma elia Napolitano non imita nessuno. A differenza della scultura concettuale, la sua non ha bisogno di spiegazioni. Parla la materia: la venatura che diventa muscolo, il nodo che diventa sguardo, la lucentezza della finitura a cera che rende la pelle del legno quasi viva. In un tempo di opere seriali e stampate in 3D, le sculture di Elia Napolitano sono un presidio di autenticità. Un’arte antica che ritorna incredibilmente moderna. Da non perdere.

