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AVELLINO – Portare nei piatti di Irpinia Mood non soltanto i prodotti dell’agricoltura irpina, ma anche le storie, il lavoro e i territori da cui nascono. È questo il senso della partecipazione di Coldiretti Avellino a Irpinia Mood 2026, attraverso la fornitura di una selezione di materie prime provenienti dalle aziende agricole della provincia e l’organizzazione di tour esperienziali pensati per mettere direttamente in contatto chef e produttori.
I prodotti messi a disposizione da Coldiretti saranno infatti utilizzati dagli chef protagonisti della manifestazione per la realizzazione dei loro piatti, diventando un’occasione per raccontare la straordinaria biodiversità agricola dell’Irpinia e il patrimonio di competenze custodito dalle aziende del territorio. Formaggi e produzioni casearie, carni e salumi, ortaggi, tartufi, nocciole e castagne, olio extravergine di oliva e altre eccellenze locali compongono un paniere che restituisce la varietà dell’agricoltura irpina e, soprattutto, il lavoro quotidiano di imprese che continuano a presidiare le aree interne, mantenendo vive produzioni, tradizioni e paesaggi.
Accanto alla presenza dei prodotti, Coldiretti Avellino ha voluto costruire un’esperienza che consentisse agli chef di andare direttamente nei luoghi della produzione, conoscere gli agricoltori e comprendere il legame che unisce ciascuna materia prima al territorio in cui nasce.
A dare sostanza a questo racconto sono innanzitutto le aziende e i produttori irpini coinvolti da Coldiretti Avellino, espressione di territori e filiere differenti della provincia. Ci sono l’Azienda Agricola Giaquinto, con le produzioni legate a castagneti, noccioleti, oliveti e all’apicoltura; l’Azienda Agricola D’Apolito e l’Azienda Agricola Flammia Giuseppe, interpreti della tradizione del Pecorino Carmasciano; la Cooperativa Agricola Pecorino Bagnolese, impegnata nella tutela della Pecora Bagnolese e nella produzione di pecorini e ricotta; Re del Bosco, con il tartufo fresco e i prodotti trasformati; GB Agricola di Montoro, con gli ortaggi biologici e, in particolare, la Cipolla Ramata di Montoro; l’Azienda Agricola Forgione, con Pecorino e ricotta di Carmasciano, agnello e salumi tradizionali; l’Azienda Agricola Montone, anch’essa custode e produttrice della Cipolla Ramata di Montoro; l’azienda di Rudi Varallo, con carni e formaggi e la tradizione del caciocavallo impiccato; l’azienda di Antonio Lullo, con i caciocavalli podolici irpini; l’Azienda Agricola Biancaniello, con salumi tipici e olio extravergine di oliva; Serrocroce, con la birra artigianale di filiera agricola; l’Azienda Agricola Luigi De Piano, con castagne e nocciole; la Caciocavalleria D&D di Luigi Di Cecca di Calitri, con il Caciocavallo Irpino, anche stagionato in grotta; e Noccioro – Azienda Agricola Maietta Marco, con nocciole irpine e prodotti ottenuti dalla loro trasformazione.
Un mosaico di produzioni che attraversa l’intera provincia e che Coldiretti Avellino porta a Irpinia Mood con un obiettivo preciso: fare in modo che dietro ogni materia prima utilizzata in cucina emergano il volto di chi la produce, il luogo da cui proviene e il patrimonio agricolo e umano che rappresenta.
Domani, venerdì 28 agosto, il percorso porterà gli chef a Calitri, nel cuore dell’Alta Irpinia, territorio dalla lunga tradizione casearia, per un incontro diretto con una delle realtà produttive locali e con i saperi legati alla lavorazione artigianale dei formaggi: si farà tappa al Caseificio D&D e, nelle grotte di Calitri, i formaggi incontreranno altre produzioni, come il Pane delle Femmine del Forno Di Cecca Maria, gli oli de La Libellula, le conserve, oli e sughi di Natura & Essenza, i salumi della Norceria Calitrana di Russo Leonardo, il vino di Cantina Cianciulli e la birra di Serro Croce, oltre alle cannazze preparate da La Gatta Cenerentola con la pasta del Pastificio Cestone Luigi.Domenica 30 agosto, invece, il tour sarà dedicato a uno dei territori più rappresentativi dell’agricoltura e della zootecnia dell’Alta Irpinia, con la visita alla Mefite, luogo simbolo della Valle d’Ansanto e profondamente legato alle caratteristiche del territorio e delle sue produzioni, quindi gli chef visiteranno il caseificio aziendale e l’allevamento di Forgione Salvatore, realtà agricola biologica che porta avanti da quattro generazioni la produzione del Pecorino di Carmasciano e nella quale la trasformazione del latte ovino continua a seguire la tradizione casearia tramandata nel tempo. Il percorso si concluderà a Guardia Lombardi, con la partecipazione alla Festa dell’Agricoltura, ulteriore occasione di incontro con il mondo agricolo locale e con le comunità che continuano a custodire e valorizzare le produzioni dell’Alta Irpinia. Lunedì 31 agosto protagonista sarà l’agricoltura e le produzioni dell’area di Montoro, con la tappa a GB Agricola dove, insieme a Nicola Barbato, il percorso arriverà direttamente nell’orto: le verdure disponibili saranno raccolte e cucinate per restituire nel piatto ciò che l’azienda produce ogni giorno.
“Vogliamo che dietro ogni prodotto utilizzato dagli chef siano riconoscibili un produttore, un’azienda e un territorio – sottolinea la direttrice di Coldiretti Avellino, Maria Tortoriello –. Per noi è fondamentale che al centro restino le imprese agricole: sono gli agricoltori che ogni giorno, con il proprio lavoro, custodiscono biodiversità, tradizioni, paesaggio e saperi e contribuiscono a mantenere vive le nostre aree interne. Portare i loro prodotti nelle ricette degli chef significa dare valore non soltanto a una materia prima di qualità, ma a tutto ciò che c’è dietro”.
“Il dialogo tra agricoltori e chef è uno degli elementi centrali della nostra partecipazione – afferma la presidente di Coldiretti Avellino, Veronica Barbati –. Per questo abbiamo voluto affiancare alla presenza dei prodotti dei percorsi che portassero gli chef direttamente nelle aziende, negli allevamenti e nei luoghi in cui nascono le materie prime. Incontrare chi produce, conoscere i processi e comprendere il legame con il territorio permette di rafforzare la riconoscibilità di una identità del cibo irpino, fatto dai nostri agricoltori e trasformato dagli chef stessi, portare nel piatto anche la storia e l’identità dell’agricoltura irpina. oltre che rappresentare un’occasione capace di generare ulteriori opportunità economiche per le nostre imprese, e quindi per i nostri territori”.
“Abbiamo voluto puntare sulla sinergia con Coldiretti così da garantire che le materie prime arrivino da produttori selezionati, rafforzando il legame tra agricoltura e cucina – afferma Alessandro Graziano, Irpinia Mood Lab -. Saranno poi gli stessi chef a trasformarsi in ambasciatori del territorio. Abbiamo scelto come tema di quest’anno “Intolleranti” poiché crediamo fortemente in una cucina accessibile a tutti. Non possiamo non tenere conto, inoltre, dei dati dell’indagine EPIFA (Epidemiology of Paediatric Italian Food Allergy) del 2024, condotta su oltre centomila bambini, che registra una crescita costante delle allergie alimentari nell’ultimo decennio, con un incremento marcato nei primi anni di vita. Un punto di partenza che chiede all’intera filiera maggiore attenzione a qualità, tracciabilità, sicurezza e processi produttivi. La sfida per gli chef sarà quella di creare un piatto che rinunci ad almeno uno dei cinque principali allergeni: glutine, lattosio, uova, arachidi e frutta a guscio, fondendo tradizione e innovazione, stupendo con un ingrediente inaspettato o ripensando una ricetta “di casa” in una chiave nuova”.
Dal campo al piatto, dunque, senza perdere di vista chi quel prodotto lo coltiva, lo alleva e lo trasforma. Un percorso che Coldiretti Avellino porta a Irpinia Mood per rafforzare il legame tra agricoltura, ristorazione e territorio e trasformare ogni piatto in un’occasione di conoscenza e valorizzazione delle eccellenze irpine