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QUINDICI (AV) – Un lungo racconto di sofferenza, una vicenda familiare che, secondo la denuncia della persona coinvolta, si trascina da anni e che nell’ultimo mese avrebbe assunto contorni sempre più preoccupanti. Una donna di Quindici ha deciso di rivolgersi nuovamente alla nostra redazione per lanciare un appello alle istituzioni, chiedendo un intervento urgente a tutela della propria sicurezza.
Secondo quanto riferisce, tutto avrebbe origine da un difficile contesto familiare e da un contenzioso successivo alla successione ereditaria del padre. Negli ultimi anni sarebbero stati avviati procedimenti civili e amministrativi relativi alla divisione dell’immobile di famiglia, mentre, sul fronte penale, la donna racconta di aver presentato numerose denunce per fatti che ritiene di particolare gravità.
«Da oltre un mese vivo nella paura»
La vicenda, secondo il suo racconto, avrebbe avuto una drammatica escalation a partire dal 4 luglio 2026.
La donna sostiene di essere stata vittima di un’aggressione all’interno della propria abitazione e riferisce di aver riportato lesioni documentate da certificazioni mediche. Da allora, racconta, la situazione non si sarebbe più normalizzata.
«Da oltre un mese vivo un inferno. Non riesco più a riposare. Vivo nell’ansia continua e nella paura che possa accadere qualcosa di irreparabile», afferma.
Secondo la sua versione, nelle settimane successive si sarebbero verificati ripetuti episodi di intimidazione, rumori continui, insulti, presunti danneggiamenti dell’impianto di videosorveglianza e altri comportamenti che avrebbero reso impossibile una normale convivenza nello stabile.
La donna riferisce inoltre che sarebbero intervenuti in più occasioni i Carabinieri, la Polizia di Stato e il personale del 118, mentre tutta la documentazione – fotografie, video, registrazioni audio e certificazioni mediche – sarebbe stata consegnata agli organi competenti.
La richiesta di misure cautelari
Sulla vicenda è intervenuto anche il difensore della donna, l’avvocato Walter Mancuso, che ha depositato presso la Procura della Repubblica di Avellino una richiesta di applicazione di misure cautelari, reiterando una precedente istanza già presentata nel mese di luglio. Nella memoria difensiva il legale sostiene la necessità di un intervento urgente, ritenendo sussistente il rischio di reiterazione delle condotte denunciate e chiedendo l’adozione di provvedimenti a tutela della propria assistita.
Nel documento depositato vengono inoltre richiamati gli episodi denunciati dalla donna e la richiesta che siano valutati complessivamente nell’ambito del procedimento in corso.
La dichiarazione dell’avvocato
L’avvocato Walter Mancuso esprime forte preoccupazione per la situazione.
«Nonostante la contestazione del reato di violazione di domicilio aggravata, nonostante le denunce presentate e i reiterati interventi delle Forze dell’Ordine – Carabinieri e Polizia di Stato – ad oggi non risulta adottato alcun provvedimento che, secondo la nostra prospettazione, ponga fine alla permanenza nell’immobile delle persone denunciate. La mia assistita, dal 4 luglio, continua a riferire di subire aggressioni verbali, danneggiamenti dell’impianto di videosorveglianza e presunte violenze fisiche, in una vicenda che presenta aspetti paradossali. Auspichiamo un tempestivo intervento dell’Autorità giudiziaria affinché venga ristabilita la legalità e siano adottate le misure ritenute necessarie a tutela della persona offesa. Confidiamo che ciò possa avvenire entro le prossime 48 ore.»
«Non voglio lasciare la mia casa»
Tra gli aspetti che la donna racconta con maggiore amarezza vi è il suggerimento ricevuto da alcune persone di allontanarsi dall’abitazione.
«Perché dovrei essere io a lasciare la mia casa?», si chiede. «Non cerco privilegi. Chiedo soltanto di poter vivere serenamente e che vengano valutate tutte le prove che ho consegnato alle autorità.»
La donna conclude il suo appello spiegando di aver deciso di raccontare pubblicamente la propria esperienza affinché nessuno si senta solo davanti a situazioni che percepisce come violenza, intimidazione e isolamento.
La vicenda è attualmente all’attenzione della Procura della Repubblica di Avellino e delle autorità competenti. Gli accertamenti sono in corso e sarà compito dell’autorità giudiziaria valutare i fatti denunciati e le richieste formulate dalle parti, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza delle persone coinvolte fino a eventuali provvedimenti definitivi.