Quadrelle, dal 1985 sulla stessa strada: i Battenti di San Giovanni ripartono dalla fede e dalle nuove generazioni

Quadrelle, dal 1985 sulla stessa strada: i Battenti di San Giovanni ripartono dalla fede e dalle nuove generazioni

di Francesco Piccolo

QUADRELLE – Ci sono cose che in un paese non hanno bisogno di troppe spiegazioni. Le hai viste da bambino, le ritrovi da adulto e speri che qualcuno continui a portarle avanti quando arriveranno quelli dopo di te.

A Quadrelle una di queste si chiama Battenti di San Giovanni Battista.

La loro storia comincia nel 1985, da un’intuizione di Michele De Lucia detto Murticella. Da allora sono passati più di quarant’anni. Sono cambiati i volti, sono cresciuti i bambini che un tempo guardavano passare i Battenti e qualcuno, purtroppo, non c’è più. Ma quella tradizione è rimasta lì.

Negli ultimi anni è venuto a mancare anche lo storico capogruppo, lasciando un vuoto umano prima ancora che organizzativo. E proprio da quel vuoto nasce oggi una responsabilità: continuare senza dimenticare.

A raccogliere il testimone è il nuovo Comitato Battenti San Giovanni Battista, guidato dal presidente Stefano Caruso, per tutti “’o Russ” Con lui tutto il comitato

Volti nuovi alla guida, dunque, ma con un’idea antica: il Battente non sfila, il Battente cammina per fede.

Lo dice chiaramente anche il decalogo voluto dal Comitato. Niente schiamazzi, niente gruppetti, niente cellulari e auricolari: durante il percorso si cammina con ordine, rispetto e soprattutto si prega.

Il primo punto, del resto, vale più degli altri messi insieme:

«Fare il Battente è un atto di fede e devozione».

Ed è proprio sulla fede che si è voluto riportare il centro della tradizione, trovando la sensibilità di don Dario, che per domenica 23 agosto ha dato particolare spazio ai momenti religiosi.

Alle 7 del mattino la Santa Messa con i Battenti, alle 10.30 il loro arrivo, alle 11 la Messa solenne e alle ore 19 la processione con la statua di San Giovanni Battista.

Una scelta che merita di essere sottolineata, perché don Dario ha rimesso davanti a tutto il significato più semplice e più importante di questa giornata: prima della festa viene San Giovanni, prima del folklore viene la fede.

E forse la ripartenza dei Battenti di Quadrelle sta tutta qui.

Nel ricordare chi quella strada l’ha aperta nel 1985. Nel custodire chi l’ha percorsa per una vita. Nel ricordare chi oggi non c’è più. E soprattutto nel lasciare spazio ai ragazzi che dovranno percorrerla domani.

Quarantuno anni dopo, Quadrelle è ancora lì.

Qualcuno è cambiato. Qualcuno manca. Altri hanno raccolto il testimone.

Ma i Battenti continuano a camminare. E davanti a loro c’è sempre San Giovanni Battista.