Disabilità, Vincenzo Serpico richiama i Comuni del Baianese: «Sul Progetto di vita è tempo di passare dalle parole ai fatti»

Disabilità, Vincenzo Serpico richiama i Comuni del Baianese: «Sul Progetto di vita è tempo di passare dalle parole ai fatti»

Il delegato alla disabilità di Avella si rivolge ai sindaci e agli assessori alle Politiche sociali di sei Comuni del territorio. Al centro dell’appello l’attuazione del Progetto di vita previsto dal decreto legislativo 62/2024: «Servono informazione, servizi concreti e maggiore attenzione ai diritti delle persone con disabilità».

BAIANESE – Un richiamo deciso alle amministrazioni comunali affinché i diritti delle persone con disabilità non rimangano soltanto sulla carta, ma si traducano in servizi, opportunità e percorsi concreti di inclusione sociale.

A lanciarlo è Vincenzo Serpico, delegato alla disabilità del Comune di Avella, che attraverso una comunicazione datata 21 ottobre 2026 si rivolge ai sindaci, agli assessori alle Politiche sociali e ai delegati alla disabilità dei Comuni di Avella, Baiano, Mugnano del Cardinale, Quadrelle, Sirignano e Sperone.

Al centro dell’intervento c’è il cosiddetto “Progetto di vita”, uno degli strumenti più significativi introdotti dalla riforma nazionale sulla disabilità, disciplinato dal decreto legislativo 62 del 2024.

Il Progetto di vita: uno strumento per garantire autonomia e inclusione

Il Progetto di vita rappresenta un cambiamento importante nell’approccio alla disabilità. Non si tratta di un semplice contributo economico o di un sussidio, ma di un percorso personalizzato che mette al centro la persona, i suoi bisogni, le sue aspirazioni e il diritto a costruire il proprio futuro.

Lo strumento punta a integrare interventi sociali, sanitari, educativi, lavorativi e abitativi, favorendo l’autonomia personale e la piena partecipazione alla vita della comunità.

Un ruolo fondamentale è riconosciuto anche ai caregiver, familiari e non, che quotidianamente assistono e sostengono le persone con disabilità.

Il percorso prevede una valutazione multidimensionale dei bisogni, l’individuazione degli interventi necessari e la definizione di un budget di progetto, attraverso il quale coordinare le risorse disponibili.

L’obiettivo è superare una gestione frammentata dell’assistenza e costruire risposte realmente adeguate alle esigenze di ogni persona.

L’appello di Serpico: «Le amministrazioni devono agire concretamente»

Nella sua comunicazione, Vincenzo Serpico evidenzia quello che considera un ritardo da parte di numerose amministrazioni locali nell’affrontare concretamente le opportunità offerte dalla nuova normativa.

Secondo il delegato alla disabilità di Avella, nonostante le innovazioni legislative introdotte nel 2024, molti cittadini non sarebbero ancora adeguatamente informati sulle possibilità previste dal Progetto di vita.

Una situazione che, a suo giudizio, rischia di penalizzare soprattutto le famiglie che quotidianamente affrontano difficoltà legate all’assistenza, all’accesso ai servizi e all’inclusione sociale.

Serpico richiama quindi la responsabilità degli amministratori pubblici, sottolineando la necessità di promuovere un’adeguata attività di informazione e divulgazione.

La conoscenza dei propri diritti, infatti, rappresenta il primo passo per poterli esercitare.

Scuola, lavoro, mobilità e autonomia abitativa: le sfide per il territorio

Le questioni sollevate dal delegato riguardano diversi aspetti della vita quotidiana delle persone con disabilità.

Dall’inclusione scolastica alla formazione professionale, dall’inserimento lavorativo alla mobilità, fino alla partecipazione alle attività sportive, alle relazioni sociali e alla possibilità di sviluppare percorsi di autonomia abitativa.

Ambiti nei quali il coordinamento tra Comuni, servizi sociali, strutture sanitarie e altri soggetti istituzionali assume un’importanza determinante.

Il Progetto di vita nasce proprio con l’obiettivo di mettere in relazione queste diverse realtà, evitando che le persone con disabilità e le loro famiglie debbano affrontare da sole un sistema di servizi spesso complesso e frammentato.

La sua attuazione, tuttavia, deve tenere conto delle disposizioni applicative e delle fasi di sperimentazione previste dalla normativa nazionale.

«Basta proclami, è tempo di cambiare»

Particolarmente critico il passaggio conclusivo della comunicazione di Serpico, che non risparmia osservazioni severe nei confronti della gestione delle politiche sociali.

Il delegato denuncia quella che ritiene una distanza eccessiva tra gli annunci delle amministrazioni e le risposte concrete offerte ai cittadini.

Nel documento utilizza espressioni forti, parlando di politiche sociali trasformate in un campo pieno di «specchi per allodole», caratterizzato, a suo giudizio, da proclami e promesse che non sempre trovano riscontro nella realtà.

Una presa di posizione che punta a scuotere le istituzioni locali e a riportare l’attenzione sulle esigenze delle persone più fragili.

Il messaggio finale è netto: «È tempo di cambiare!»

Una sfida che riguarda tutto il Baianese

L’intervento di Vincenzo Serpico apre una riflessione sul ruolo delle amministrazioni comunali nella costruzione di politiche sociali realmente inclusive.

Per i sei Comuni del Baianese, la sfida non riguarda soltanto l’applicazione delle disposizioni normative, ma anche la capacità di collaborare, informare i cittadini e favorire percorsi personalizzati di sostegno.

La questione coinvolge direttamente le persone con disabilità, le loro famiglie e tutti coloro che quotidianamente si impegnano per garantire assistenza, dignità e pari opportunità.

Il punto centrale dell’appello è chiaro: la disabilità non può essere affrontata esclusivamente attraverso contributi economici o dichiarazioni di principio. Servono programmazione, collaborazione istituzionale e interventi capaci di migliorare concretamente la qualità della vita.

Un messaggio rivolto all’intero territorio, affinché il diritto all’inclusione diventi una realtà quotidiana e non rimanga soltanto un obiettivo dichiarato.