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Un pomeriggio all’insegna della cultura, della memoria e della storia medica quello che si è svolto oggi, 16 ottobre 2026, nella suggestiva cornice di Palazzo Borrelli, ad Avella, in occasione della presentazione del libro “Antonio Borrelli Chirurgo”, scritto da Antonio Brillantino.
All’incontro hanno preso parte il sindaco di Avella, Vincenzo Biancardi, e la sindaca di Marcianise, Maria Luigia Iodice, insieme a numerosi esponenti del mondo medico e culturale.
L’opera di Antonio Brillantino, accompagnata dal sottotitolo “Una vita dedicata alla Chirurgia, alla Famiglia, all’Umanità”, rappresenta un’occasione per riscoprire una storia familiare profondamente legata alla medicina e al territorio.
La famiglia Borrelli e il legame con la storia di Avella
Il cognome Borrelli occupa un posto significativo nella memoria storica avellana. A testimoniarlo è anche un articolo pubblicato il 1° novembre 1985 sul giornale La Voce della Bassa Irpinia, nella rubrica “Gli uomini che fecero la nostra storia”, dal titolo “Un Avellano famoso, ma dimenticato: Davide Borrelli”.
L’articolo ripercorre la vita di Davide Borrelli, medico chirurgo e figura di rilievo dell’Ottocento, padre di Antonio Borrelli, ricordato non soltanto per la sua attività professionale, ma anche per il contributo offerto alla vita pubblica e culturale.
Nato ad Avella nel 1835, Davide Borrelli intraprese gli studi di medicina a Napoli, distinguendosi successivamente nell’attività chirurgica. La sua carriera lo portò a ricoprire incarichi di responsabilità e a conquistare riconoscimenti nell’ambiente medico dell’epoca.
Un incontro tra medicina, cultura e memoria
La presentazione del volume ha riunito numerosi professionisti del settore sanitario, tra cui Natale Di Martino, Franco Corcione, Giovanni Conzo, Carmine Antropoli, Maurizio Castriconi, Giuseppe Noschese, Marco De Fazio, Giuseppe Tufano, Olimpio Guerriero, Corrado Fantini, Mauro Andreano, Adolfo Renzi, Pasquale Talento, Biagio Sodano, Luigi Monaco, Luigi Marano e Vito De Pascale.
La scelta di Palazzo Borrelli come sede dell’iniziativa ha conferito all’appuntamento un particolare valore simbolico, creando un collegamento tra il patrimonio storico della città e il racconto di una vita dedicata alla professione medica.
L’evento ha rappresentato anche un’occasione per valorizzare il ruolo di Avella nella conservazione della propria memoria storica, attraverso la riscoperta di figure che hanno lasciato un segno nella medicina e nella società.










