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Il Turkish Grain Board (TMO) ha annunciato l’avvio della campagna di acquisto delle nocciole 2026, fissato per il 24 agosto. I prezzi stabiliti dall’ente pubblico turco rappresentano un riferimento importante non soltanto per i produttori locali, ma anche per il mercato internazionale e per l’industria italiana della nocciola.
Per prodotto con resa in sgusciato del 50%, TMO ha fissato un prezzo di 255 lire turche/kg per la qualità Giresun, 250 TRY/kg per la Levant e 245 TRY/kg per la Sivri.
Utilizzando un cambio indicativo di circa 0,0181 euro per lira turca, i valori corrispondono rispettivamente a circa 4,62 €/kg, 4,53 €/kg e 4,44 €/kg di nocciole in guscio.
Il valore equivalente dello sgusciato
Il dato diventa particolarmente interessante se rapportato alla resa.
Con una resa del 50%, infatti, sono necessari teoricamente 2 kg di nocciole in guscio per ottenere un chilogrammo di sgusciato. Il prezzo TMO corrisponde quindi, prima dei costi di lavorazione, a circa:
- Giresun: 9,24 €/kg di sgusciato
- Levant: 9,06 €/kg
- Sivri: 8,88 €/kg
Si tratta di valori teorici, ai quali andrebbero aggiunti i costi di sgusciatura, selezione, trasporto e commercializzazione per arrivare a un confronto completo con il prodotto industriale.
Premio per le rese superiori al 50%
Il sistema TMO prevede inoltre un incremento del prezzo per le partite con una resa superiore al 50%.
Per ogni punto percentuale aggiuntivo saranno riconosciuti 5,10 TRY/kg per la Giresun, 5 TRY/kg per la Levant e 4,90 TRY/kg per la Sivri.
Il meccanismo premia quindi in maniera significativa le nocciole con maggiore resa e qualità, facendo salire rapidamente il valore delle partite migliori.
Acquisti dal 24 agosto
TMO inizierà gli acquisti il 24 agosto 2026 attraverso 16 centri, che potranno diventare fino a 61 in funzione dell’andamento della raccolta.
Le consegne saranno effettuate esclusivamente su appuntamento e il sistema di prenotazione sarà operativo dal 17 agosto alle ore 9:00.
Tra i principali requisiti qualitativi indicati figurano un’umidità non superiore al 6,5%, una resa in sgusciato di almeno il 40% e limiti specifici per prodotto raggrinzito, difettoso e presenza di corpi estranei.
Un riferimento importante anche per il mercato italiano
La decisione del TMO assume particolare rilevanza perché la Turchia è il principale protagonista mondiale del mercato della nocciola. Il prezzo pubblico di acquisto contribuisce quindi a definire il livello sotto il quale i produttori turchi hanno minore incentivo a vendere sul mercato libero.
Tradotti in euro e soprattutto rapportati alla resa, i prezzi annunciati per la campagna 2026 indicano un valore della materia prima tutt’altro che contenuto: circa 9 euro/kg di sgusciato equivalente al 50% di resa, prima ancora di considerare lavorazione e logistica.
Un livello che sarà inevitabilmente osservato con attenzione anche in Italia nelle prossime settimane, con l’avanzare della raccolta e la formazione dei prezzi della nuova campagna.