L’estate per le famiglie con persone disabili

L’estate per le famiglie con persone disabili

Gentile Lettore, chi scrive vuole porre alla Tua attenzione un aspetto poco evidenziato dalle fonti di informazione. Come vive l’estate una famiglia, che al proprio interno abbia un portatore di gravi disabilità mentali o motorie o plurime, allargando il ragionamento a tutti gli aspetti delle persone non autosufficienti. I familiari rappresentano la forma di assistenza e conforto per le persone non autonome che spesso devono far fronte a sacrifici e privazioni personali, pur di garantire in questo tempo una azione di sostegno. È vero, che il nostro Paese ha deliberato la legge sul caregiver, che dà ristoro a coloro che aiutano nella quotidianità la disabilità grave e la malattia cronica grave, ma fra le mura domestiche chi stringe i denti, chi rimane a casa sempre, chi assiste, vive uno stato simile “alla solitudine esistenziale”.

Le famiglie con disabilità avrebbero bisogno di ulteriori risorse finanziarie e di risorse umane, che nei nostri Comuni non vengono individuate. Sarebbe opportuno che i bilanci degli Enti Locali considerassero a proprio carico parte “dell’assistenza domiciliare”, senza attendere i lunghi tempi dei Piani di zona ed ecco perché bisogna incentivare tutti i progetti, che aprono la famiglia al territorio ed il territorio ai nuclei familiari con persone disabili.

Le prossime competizioni elettorali (nazionali e cittadine ad Avella), abbiano i partiti e le coalizioni consapevoli di non riempire i programmi con un semplice capoverso, ma indichino i tempi, i modi e gli strumenti di quello che si deve costituire per “coloro che non hanno voce”, come declamava il compianto Vescovo Antonio Riboldi.

Coordinatore Forum delle persone disabili

Vincenzo Serpico