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I dati presentati oggi dalla Procura della Repubblica di Avellino e dall’Istituto Superiore di Sanità colpiscono e impongono una riflessione seria. Sono numeri ufficiali che non possono essere ignorati. In Irpinia si contano 296 siti potenzialmente inquinanti e più della metà della popolazione vive a meno di un chilometro da uno di essi. Avellino, Atripalda e Solofra risultano tra le aree maggiormente esposte. Secondo i dati illustrati, in questi territori emergono criticità sanitarie che richiedono attenzione e interventi concreti. Le variazioni riportate sono significative: +21% di mortalità per tumore al polmone, +17% di tumori in generale e +25% di tumore al seno tra le donne. È necessario leggere e contestualizzare correttamente questi indicatori, ma il loro impatto richiama con forza l’urgenza di approfondimenti, prevenzione e trasparenza. Dietro ogni dato ci sono persone e famiglie: padri, madri, figli e nonni che chiedono risposte, tutela e il diritto di vivere in un territorio sano e sicuro. Anna Ansalone, coordinatrice provinciale di Italia Domani – Marco Rizzo, «Basta voltarsi dall’altra parte. Non stiamo parlando soltanto di tabelle e percentuali: parliamo della salute delle persone e di comunità che chiedono risposte, mentre gli interventi di risanamento ambientale non possono restare soltanto promesse.» La coordinatrice chiede per il territorio:
- Un Registro Tumori aggiornato e accessibile con dati consultabili, nel rispetto della privacy, e informazioni disaggregate per territorio, così che i cittadini possano conoscere l’andamento delle patologie e le istituzioni possano programmare interventi mirati.
- Bonifiche effettive e tempi certi dando priorità ai siti più vicini alle abitazioni, alle scuole e ai luoghi frequentati quotidianamente, a partire dalle aree che richiedono maggiore attenzione, tra cui Avellino, Atripalda, Solofra e Montoro. Servono controlli indipendenti e pubblicazione periodica dei risultati.
- Prevenzione e screening mirati con percorsi gratuiti o agevolati, secondo le indicazioni sanitarie e le evidenze epidemiologiche, nei territori maggiormente esposti. Occorre rafforzare l’accesso alla diagnosi precoce e alla sorveglianza delle patologie oncologiche e respiratorie.
«La salute non è una questione di destra o di sinistra, dice Anna Ansalone, è una questione di diritti e di responsabilità. La salute degli irpini non può essere messa in secondo piano. Chiediamo che le istituzioni competenti rendano pubblici i dati, indichino le priorità e assumano impegni verificabili»
Francesco Di Crescenzo