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Il presidente del Comitato di Mugnano del Cardinale contesta la gestione regionale di Futuro Nazionale e annuncia il passaggio al partito di Marco Rizzo. Per lui proposta di cooptazione nell’Assemblea nazionale.
AVELLINO – Antonio Del Giudice lascia Futuro Nazionale e annuncia il passaggio a Italia Domani – Marco Rizzo insieme agli iscritti del proprio comitato. Il presidente del Comitato 908 di Mugnano del Cardinale, in provincia di Avellino, accompagna la decisione con una dura contestazione della gestione campana di FN e sostiene che il suo percorso potrebbe essere seguito da altri gruppi della regione.
«Decidiamo di restituire le nostre tessere e convogliare le nostre energie e il nostro impegno in Italia Domani», scrive Del Giudice nel comunicato. Una scelta maturata, secondo il suo racconto, dopo settimane di telefonate e confronti tra presidenti di comitati, accomunati dal malcontento per le decisioni organizzative del movimento.
Le contestazioni sulle nomine
Al centro delle critiche ci sono la scelta dei coordinatori provinciali e la distribuzione di incarichi e deleghe. Del Giudice denuncia uno scarso coinvolgimento dei comitati e degli iscritti, sostenendo che alle occasioni di confronto siano state preferite iniziative legate alla visibilità dei dirigenti.
Le contestazioni riguardano anche il coordinatore regionale Di Capua, al quale attribuisce una gestione accentrata e decisioni che, a suo giudizio, sarebbero in contrasto con lo statuto. Sono accuse espresse da Del Giudice: nella documentazione disponibile non figurano riscontri indipendenti sulle presunte violazioni né repliche degli interessati.
La rottura era stata preceduta da un appello indirizzato direttamente a Roberto Vannacci. In quel testo Del Giudice contestava, in particolare, l’attribuzione di incarichi a Morano nell’Avellinese, sostenendo che i presidenti dei comitati irpini non fossero stati consultati.
Richiamava inoltre la propria esperienza nella Lega in Campania, citando Sasso e Furgiuele, e criticava la presenza in FN di figure come Laura Ravetto. A Vannacci chiedeva maggiore attenzione nella selezione dei dirigenti e più spazio a nuove persone, avvertendo del rischio di perdere sostenitori.
Da oltre 500 a quasi mille iscritti: le stime di Del Giudice
Nel primo comunicato Del Giudice parlava di oltre 500 iscritti pronti a seguire Rizzo e di ulteriori gruppi ancora impegnati a valutare il passaggio. In un successivo messaggio del 10 ottobre, nel quale riferisce di aver rivisto e concordato il comunicato con Rizzo, amplia il quadro dei contatti.
Afferma di aver parlato personalmente con rappresentanti di 32 comitati campani: tre dei quattro presenti nell’Avellinese, sette nel Salernitano, otto nel Casertano, dieci nel Napoletano e quattro nel Beneventano. Il bacino complessivo, secondo la sua stima, sarebbe vicino ai mille tesserati.
Del Giudice riferisce anche di contatti con presidenti di comitati del Napoletano con più di 250 iscritti e di gruppi del Salernitano con circa 300 iscritti che avrebbero convocato riunioni per discutere la scelta.
Questi numeri non equivalgono a passaggi già formalizzati. Nel suo aggiornamento vengono infatti accomunati comitati che sarebbero già usciti, altri in fase di riorganizzazione e altri ancora orientati a cambiare movimento. Non sono disponibili elenchi nominativi, verbali o conferme dei singoli gruppi che consentano una verifica autonoma delle adesioni.
Lo stesso Del Giudice spiega che la pubblicazione dei nomi e dei codici dei comitati sarebbe subordinata alle riunioni che, secondo quanto riferisce, i presidenti devono convocare per comunicare e discutere le decisioni con gli iscritti. Si assume la responsabilità delle informazioni fornite e prevede ulteriori uscite nelle prossime settimane.
«Farò da apripista»
Del Giudice presenta la scelta come una risposta alla gestione del movimento, pur confermando la propria stima per Vannacci e la vicinanza alle sue idee. Sostiene che il leader non sia pienamente informato della situazione campana: una valutazione personale che non trova conferma nei materiali disponibili.
Imprenditore di 42 anni, padre di famiglia e militante della destra sociale dall’età di 16 anni, racconta di non aver immaginato, in passato, di condividere un progetto politico con Marco Rizzo. Oggi afferma di riconoscersi nelle sue battaglie e indica Italia Domani come la nuova sede del proprio impegno.
Nel messaggio del 10 ottobre riconosce anche le difficoltà di un trasferimento politico a pochi mesi dalla costruzione dei comitati e si propone di favorire il percorso degli altri gruppi: «Io farò da apripista per questo».
L’obiettivo dichiarato è concentrarsi sui problemi dei cittadini e sul futuro del territorio, superando una politica che, nella sua lettura, avrebbe privilegiato incarichi e candidature rispetto alla partecipazione.
La proposta di ingresso nell’Assemblea nazionale
Intanto, Italia Domani ha comunicato a Del Giudice che Marco Rizzo, fondatore e leader politico, e Francesca Antinozzi, segretaria generale, proporranno la sua cooptazione nell’Assemblea nazionale del partito, da convocare entro la fine dell’anno.
La lettera esprime apprezzamento per la disponibilità manifestata e precisa che la proposta sarà sottoposta alla deliberazione dell’Assemblea, nel rispetto dello statuto e dei regolamenti. L’incarico nazionale, dunque, non è ancora stato approvato.
L’uscita annunciata da Del Giudice apre un confronto sulla tenuta dell’organizzazione campana di Futuro Nazionale. L’ampiezza effettiva del fenomeno potrà essere valutata attraverso le decisioni dei singoli comitati e le adesioni formalizzate, distinguendole dalle disponibilità e dalle previsioni riferite dal promotore.